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35 borse di lavoro per donne vittime di violenza

Presentato a Sinnai il secondo modulo del progetto “Riconoscere sé. Identità, empowerment, equità”. Da Cagliari a Sinnai, passando per Burcei e Maracalagonis, nasce la prima alleanza dei Comuni contro la violenza sulle donne

35 borse di lavoro per donne vittime di violenza

SINNAI - Trentacinque borse di lavoro destinate a donne vittime di violenza. È il progetto “Riconoscere sé. Identità, empowerment, equità”, promosso dal Dipartimento delle Pari opportunità e sostenuto dalla rete territoriale costituita fra il Centro Antiviolenza Donna Ceteris, l'Assessorato alle Politiche sociali del Comune di Cagliari e la Fondazione Polisolidale di Sinnai. Un percorso di riscatto e di rigenerazione psico-sociale, che entra ufficialmente nella sua seconda fase operativa, con l'inserimento delle donne vittime di violenza nel mondo del lavoro. A presentare il nuovo step progettuale, in conferenza stampa, c'erano tutti i principali protagonisti dell'iniziativa in corso: l'assessore comunale alle Politiche sociali Ferdinando Secchi, la presidente del Centro Antiviolenza Donna Ceteris Silvana Maniscalco, i sindaci di Maracalagonis, Sinnai e Burcei Mario Fadda, Matteo Aledda e Giovanna Zuncheddu, il direttore della Fondazione Polisolidale Antonello Caria, le specialiste del Centro Donna Ceteris, la psicologa Elena Calorio e l'avvocatessa Daniela Onano, l'assistente sociale della Fondazione Polisolidale Maria Cristina Concu.

«Per la prima volta - ha dichiarato Maniscalco - parliamo di un progetto sulla violenza di genere che mette insieme tutto il territorio dell'area vasta di Cagliari: un'alleanza operativa fra il centro, il Comune di Cagliari, e la periferia, i Comuni di Sinnai, Mara, Burcei. Parliamo quindi di un esempio di coesione concreta, non un corteo di parole, ma più apertamente una rete che agisce nei fatti». Anche perché, come ha sottolineato Fadda, «i territori dell'entroterra, i piccoli Comuni, sono portatori di un disagio sociale che non sempre emerge, e che necessità di progetti come questo per uscire fuori dal sommerso». È dunque evidente, come ha sottolineato Secchi, che il progetto rappresenti «un cambio di veduta e di mentalità determinante per il suo impatto sociale, ovvero una possibilità reale di rimettersi in gioco dopo il trauma degli episodi di violenza. Oggi più che mai - ha aggiunto l'assessore - abbiamo bisogno di modelli che partano dall'alto e si diffondano a cascata nel territorio. Il Comune di Cagliari sta costruendo in questi mesi un tavolo di confronto con aziende e associazioni di categoria per assicurare l'inserimento occupazionale delle donne coinvolte nel progetto».

Un inserimento, ha specificato Calorio, che consenta alle donne di «entrare nel mondo del lavoro non come vittime, ma come vincenti». Per questo motivo, ha spiegato Caria, «non bisogna burocratizzare il bisogno, ma occorre costruire alleanze vere che sappiano incidere sui problemi». In quest'ottica, saranno realizzate attività seminariali formative per gli operatori dei servizi sociali e sanitari presenti nel territorio; gruppi di sostegno per le donne vittime di violenza e per i minori vittime di violenza assistita; interventi di sostegno alla genitorialità; attività di counselling per minori e azioni di sostegno per la ricostruzione della relazione madre-bambini. Infine, il Centro Donna Ceteris si occuperà con le proprie specialiste di individuare trentacinque donne da inserire in specifici progetti di borsa lavoro. Alle donne, oltre al normale supporto offerto a tutte le utenti assistite dal Centro, verrà offerto un accompagnamento mirato attraverso la figura di un apposito tutor e coordinatore.

Nella foto: un momento della presentazione

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