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Andrea, maitre sardo diviso tra Corsica e Inghilterra: “A Cagliari resta chi si accontenta”

Andrea, maitre sardo diviso tra Corsica e Inghilterra: “A Cagliari resta chi si accontenta”
Il primo viaggio a Londra, nell’Inghilterra dove l’euro non esiste neanche fotocopiato. Corsi su corsi – caffetteria, whiskey e cocktail – e un mestiere che, pian piano, entra in tasca. Così come gli stipendi. Con un grande “ciao ciao” alla Sardegna e a Cagliari, “città bellissima, ma dove per vivere ti devi accontentare. Nessuno premia le tue capacità”. Andrea Dessì, maitre 33enne, è l’ennesimo esempio di giovane cagliaritano costretto a ritagliarsi un futuro lontano dall’Isola. Neanche tanto, almeno per sei mesi all’anno, visto che lavora in Corsica. Lì, oltre le Bocche di Bonifacio, l’aria è totalmente diversa: “Lavoro in una struttura dove si può guadagnare da un minimo di 1800 a un massimo di 3500 euro, tra stipendio e mance. Le cose vanno bene anche a Londra, una delle città col più alto numero di ristoranti italiani”.
La differenza di stipendio tra Francia, Inghilterra e Sardegna è da infarto: “Non c’è paragone. Ho lavorato lontano da famiglia e affetti, sono contento di quello faccio perché sono innamorato del mio lavoro, ma so che a Cagliari tanti giovani non possono nemmeno partire. A loro dico di non arrendersi”, dice Dessì, “l’idea del reddito di cittadinanza mi sembra buona, ma bisogna vedere se sarà realtà, si sa come vanno le cose in Italia. Il mio futuro voglio continuarlo a costruire all’estero, non certo a Cagliari, dove non ci sono stimoli, anche gli stipendi dei professionisti sono bassissimi e non viene premiata in nessun modo la capacità del singolo”.

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