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ARSENICO, In astinenza da ‘mass media’ Michela Murgia si rifugia nella discriminazione etnica

ARSENICO, In astinenza da ‘mass media’ Michela Murgia si rifugia nella discriminazione etnica

ARSENICO, In astinenza da ‘mass media’ Michela Murgia si rifugia nella discriminazione etnica

L’astinenza da ‘mass media’ è una patologia ricorrente, sopratutto tra i politici, ma non ancora riconosciuta dalla comunità scientifica, tanto che la sua cura non è prevista nei Lea (Livelloi essenziali di assistenza) e la sanità pubblica non se ne occupa.

Ciò nonostante, le vittime sono facilmente riconoscibili, sopratutto quando per esternare attingono dai temi della cosiddetta agendasetting’, scelti secondo una gerarchia di importanza stabilita, in quel momento, dai mass media. Attualmente, è sulle prime pagine il successo elettorale di Matteo Salvini, e della sua Lega ‘formato nazionale’, tanto da proiettare il Milanese verso la poltrona di Palazzo Chigi. Mentre il tema che campeggia ‘a contrario’, e che paventa questo effetto del voto del 4 marzo, è la presunta ‘questione razzista o xenofoba’, che, seppure in campagna elettorale non pare aver sortito alcun effetto, piace molto nei salotti ‘buonisti’ nazionali e nell’establishmenteuropeo, che guardano con ansia la formazione del nuovo governo in Italia.

Perciò, si è domandata la ‘massmedia-dipendente’, quale polemica mi può riportare nelle pagine dei quotidiani nazionali e regionali (in fondo, la sardità per lei resta un valore sentito), da dove sono sparita da troppo tempo? Non essendo più il guru di un certo mondo indipendentista, sostituita nel ruolo dal suo pigmalione di quei tempi, il giornalista Anthony Muroni, non ha più la grancassa a disposizione. Sulla ‘teoria gender’ ha già polemizzato, ed il tema non è più di ‘moda’. L’ex sottosegretario alla Cultura Barracciu è diventata moderatamente socialed è anche scomparsa dall’agone politico, perciò addio ‘risse verbali’ tra donne. Sulla continuità territoriale si è già espressa, arrivando addirittura “ad augurare sofferenza e solitudine, se non addirittura la morte ad alcune persone”. Intanto, i giorni dopo le elezioni sono trascorsi inesorabili e le scelte politiche si avvicinano. Finalmente, però, come una visione onirica, la ‘massmedia-dipendente’ ha intravisto la fuoriuscita dal tunnel. Se Salvini recita ad abundantiam il mantra del “Prima gli Italiani”, una pubblicità Moby-Tirrenia, che peraltro campeggia già da mesi sui giornali nazionali, capita a proposito sotto il suo naso: “Il nostro personale? E’ tutto Italiano. Scegli solo chi naviga italiano”, recita lo slogan.

Ritrovato il sorriso, l’astinente – al secolo Michela Murgia (scrittrice, giornalista, presentatrice, politica, critica letteraria, fustigatrice e chi più ne sa più ne dica…) – ha preso la tastiera e digitato su Twitter: “Spudorata e discriminatoria”. Quindi, su FacebookContinuità razziale. I soldi pubblici che prendono dalla Regione Sardegna servono anche a pagare questa roba”. E poi, rispondendo sul post: “Discriminazione etnica”. Così facendo, però, si è persa per strada la logica dell’inserzione pubblicitaria voluta dall’armatore fedelissimo renziano, Vincenzo Onorato, che così comunicando intendeva riferirsi ad una vecchia polemica tra concorrenti marittimi e voleva accusare la concorrenza di utilizzare personale extracomunitario sottopagato, nonostante le agevolazioni fiscali comunitarie.

ARSENICO, In astinenza da ‘mass media’ Michela Murgia si rifugia nella discriminazione etnica

Tra i suoi affezionati sostenitori social, qualcuno (sicuramente un ‘peninsulare’, per di più occupato) ha avuto la brillante idea di suggerire l’organizzazione di un boicottaggio contro la compagnia di navigazione. Non sorprenderebbe che la Murgia, così da poter tornare immancabilmente nelle pagine dei giornali, si renda disponibile a sostenere l’acquisto di salvagenti, ovviamente rigorosamente made in China.

Arsenico

(admaioramedia.it)

Fonte: Admaioramedia












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