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L’ultima lettera di Michele Ruffino, suicida per colpa dei bulli: insultato persino al funerale

L’ultima lettera di Michele Ruffino, suicida per colpa dei bulli: insultato persino al funerale

L’ultima lettera lasciata da Michele Ruffino, suicida per colpa dei bulli, commuove l’Italia. Parole fortissime, quelle del ragazzo di Torino, prima del tragico addio: “Ti scrivo questa lettera, la mia ultima lettera. Si, hai capito bene, perché non credo di riuscirci più. Ho intenzione di mollare. Questo ragazzo moro piange davanti allo specchio e non trova nessuno dietro di sé che gli dica ‘ehi, oggi sei maledettamente bello’. MI chiamano “quello che ogni tre passi cade”. Per colpa di un vaccino ho lottato con la malattia e anche con la gente. Tanti non capiscono e quindi iniziano a chiamarti down, stupido, anoressico». Sulla bellezza bisogna intendersi. Ma quando tutti i giorni ti ripetono che sei uno sfigato senza speranza non c’è spazio per tanti ragionamenti. «Mio figlio si è ucciso perché voleva un amico della sua età e riceveva solo porte in faccia – dice la mamma –. È stato vittima dei bulli, lo hanno ucciso loro. E hanno insistito fino all’ultimo. Uno guardando la sua foto ha detto che da morto era meglio. Chi ha sentito quelle parole si è sentito gelare il sangue».  Il ragazzo è stato insultato dai bulli persino al funerale: qualcuno ha detto “Dal vivo eri più brutto”. Una vicenda agghiacciante, che deve servire da monito contro la piaga assurda del bullismo che tra i giovani si sta diffondendo sempre di più.

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