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Il sogno del re delle pizze «Una cena per i poveri» - Cronaca

Il sogno del re delle pizze «Una cena per i poveri» - Cronaca
SASSARI. Quando a 13 anni salì sul treno che da Salerno lo portò a Torino, dove alcuni parenti gestivano una pizzeria nella zona di Porta Palazzo, non aveva una lira in tasca né la minima idea di dove si trovasse Sassari. Un mesetto fa quel ragazzino coraggioso, partito nel 1957 da Sanza un piccolo paese del salernitano per conoscere il mondo, ha tagliato un traguardo che lo riempie di orgoglio, quasi quanto quello che taglierà il prossimo 24 febbraio, quando festeggerà cinquantanni di matrimonio con sua moglie Costantina Simula, sassarese, dalla quale ha avuto 4 figli. Sabino Giordano, per tutti i sassaresi Bruno, prima di Natale ha ricevuto la visita a sorpresa del sindaco e di alcuni assessori della giunta comunale che gli hanno consegnato una targa per celebrare i suoi 50 anni di attività a Sassari. Cinquant’anni in cui Bruno (nome che porta in memoria di un fratello scomparso prematuramente) ha infornato qualcosa come tre milioni e mezzo di pizze, tutte preparate con la classica ricetta napoletana. Tutte fatte con l’amore e la passione che lo hanno reso famoso in tutta la città. E oggi all’età di 74 anni Bruno non ha nessuna intenzione di smettere. «Fino a quando avrò la forza di stare in piedi - racconta davanti al forno a legna della sua pizzeria di piazza Mazzotti - continuerò a fare questo lavoro». Dopo l’adolescenza trascorsa a Torino nella pizzeria degli zii materni e le stagioni in Valle d’Aosta in inverno e in Liguria in estate, a 18 anni la chiamata alle armi lo porta per la prima volta nell’isola. «Dopo un mesetto a Cagliari alla Monfenera - racconta Bruno - arrivò il trasferimento a Sassari, alla caserma La Marmora, e sin dai primi giorni mi innamorai della vostra città, che ormai considero la mia casa». Finito il militare Bruno mette su famiglia a Sassari e apre la sua prima pizzeria in via Decimario, a pochi passi dal Duomo. «Dopo quella esperienza - racconta il pizzaiolo - venni ingaggiato da Fulvio Marini e lavorai per lui nel suo locale di via Cavour. Era il 1968 e quelli sono gli anni che ricordo con più nostalgia - continua Bruno - le pizzerie in città si contavano sulle dita di una mano e ricordo che proprio nel 1968 in occasione della Cavalcata Sarda preparai in una sola giornata 1120 pizze». Oggi il suo locale di piazza Mazzotti è uno degli ultimi che resistono in una zona della città che negli ultimi anni ha visto troppe serrande abbassarsi. «Il centro è stato abbandonato da anni da una gestione sconsiderata da parte della politica - commenta amaramente Bruno - ed è un vero peccato. Quando arrivai a Sassari più di cinquant’anni fa - aggiunge il pizzaiolo - mi innamorai di questo posto e dei suoi abitanti e oggi mi piange il cuore nel vedere che il cuore pulsante della città è sempre più deserto. Da oltre un mese piazza Mazzotti la sera è completamente al buio - si lamenta Bruno - e la gente ha paura ad uscire di casa». Nel mezzo secolo trascorso davanti al forno a legna il pizzaiolo partito ragazzino dalla Campania ha preparato pizze per politici, cantanti e grandi artisti passati in città, ma il suo sogno oggi è quello di rivedere la grande sala del suo locale affollata come negli anni Settanta e Ottanta. «Prima di andarmene in pensione - racconta Bruno - vorrei sdebitarmi con Sassari per tutto l’amore che mi ha dato offrendo una cena alle persone più in difficoltà della città. E purtroppo - conclude il re delle pizze - vi posso assicurare che ce ne sono tante». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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