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Picco di cagliaritani con l’influenza, ecco come combatterla con la giusta alimentazione

Picco di cagliaritani con l’influenza, ecco come combatterla con la giusta alimentazione

MALANNI di STAGIONE Tutti i consigli del Biologo Luciano Oscar Atzori Esperto in sicurezza degli alimenti e in tutela della salute – Cofondatore del portale

a cura di Raffaella Aschieri (@dietistaMenutrix)

Anche quest’anno l’influenza ha messo a dura prova gli ospedali e la salute degli italiani per via dell’intensità virale molto forte. Nel picco più alto fra dicembre 2017 e gennaio 2018 cinque milioni di italiani sono stati colpiti duramente, ma l’allerta influenza non è ancora terminata. Accompagnano e sostengono l’influenza tutta una serie di malanni di stagione che se preventivamente trattati possono metterci nelle condizioni di avere un sistema immunitario più forte e magari non cadere sotto le grinfie del virus influenzale. Penso al raffreddore, al mal di gola, alla tosse, ecc.

Ecco, in questa intervista tutti i rimedi proposti dal Dott. Luciano Oscar Atzori, Biologo Esperto in sicurezza degli alimenti, in tutela della salute e cofondatore del portale www.alimentiesicurezza.it

Molte persone con lo scopo di evitare i malanni della stagione invernale, spesso, già dall’autunno, fanno uso di specifici integratori alimentari. Sono veramente utili? Molte persone considerano gli integratori alimentari indispensabili per la nostra salute, una sorta di “elisir di lunga vita”. Gli integratori alimentari sono “prodotti alimentari destinati a integrare la comune dieta e che costituiscono una fonte concentrata di sostanze nutritive, quali le vitamine e i minerali, o di altre sostanze aventi un effetto nutritivo o fisiologico, sia come monocomposti che come pluricomposti, in forme predosate”. Gli integratori alimentari sono normalmente commercializzati in piccole unità di consumo (capsule, compresse, bustine, ecc.). A seguito dell’aumentato interesse dei consumatori verso il proprio benessere fisico, all’aumento dell’età di vita e dell’informazione e dell’accesso a questa la popolazione dei Paesi occidentali sta maturando ed applicando un crescente interesse verso gli stili di vita salutari. Questo essere consapevolmente attenti alla salute ha incrementato i consumi di pesce, di vegetali e di frutta, ma anche di integratori alimentari. Il fatto che la maggior parte di questi prodotti possano essere reperiti presso le farmacie, le parafarmacie, le erboristerie, la GDO (Grande Distribuzione Organizzata) e via internet ne ha agevolato le vendite tanto da portare l’Italia, in questi ultimi anni, ad essere il Paese europeo con il tasso più alto di consumo. In realtà conducendo uno stile di vita sano e alimentandoci in maniera corretta, eccetto particolari casi, non c’è assolutamente bisogno di integratori infatti questi prodotti non vanno intesi come sostituti di una dieta varia ed equilibrata. Insomma prendere integratori e mangiare “cibo spazzatura” (spesso ricco di zuccheri, sale, grassi saturi, additivi, ecc.) e nel frattempo condurre una vita poco salubre (pochissimo movimento, fumo, alcol, stress, ecc.) serve a ben poco. Gli integratori alimentari, commercializzati con lo scopo di favorire le fisiologiche difese immunitarie, spesso sono costituiti da un mix di vari ingredienti di origine vegetale (echinacea, uncaria, sambuco, papaya fermentata, panax quinquefolium, rosa canina, olivello spinoso, ribes nigrum, astragalo, ecc.), da vitamine (soprattutto la C e qualche volta il complesso , da sali minerali (quasi sempre lo zinco) e qualche volta anche da propoli, fermenti pro-biotici e da antiossidanti (es. flavonoidi). Senza togliere niente a questi vegetali e principi nutritivi va detto che nella frutta fresca di stagione (non maturata in camere di etilene), negli ortaggi e verdure, nel miele non industriale, nel brodo di pollo (quello fatto alla “vecchia maniera”) e in altri alimenti di uso comune ci sono le vitamine, i sali minerali, gli aminoacidi e gli antiossidanti utili a fortificare il nostro sistema immunitario e ad alleviare gli eventuali sintomi delle malattie da raffreddamento. Oltre a ciò va precisato che in determinate situazioni (gravidanza, allattamento, bambini piccoli, specifiche patologie, ecc.) prima di assumere gli integratori alimentari è consigliato sentire il proprio medico e si scoraggia sempre l’eccedere nelle dosi e nei tempi di somministrazione. Insomma bisogna rispettare quanto riportato dal produttore nella confezione di questi prodotti. Giusto per fare un esempio, prendere tanta vitamina C (in alcuni integratori arriva addirittura a superare 10 volte la dose giornaliera che è di 105 mg negli uomini e 85 mg nelle donne) e di protrarre tale somministrazione nel tempo non serve a prevenire o curare il raffreddore o l’influenza però può causare acidità di stomaco e altri sintomi. In alcuni casi, con altre sostanze, si può arrivare anche all’intossicazione. Recenti studi hanno dimostrato che praticare regolare attività fisica, specialmente all’aperto, riduce il rischio di contrarre le classiche malattie da raffreddamento. Quindi per ridurre il rischio di malanni invernali mangiamo sano, facciamo regolare attività sportiva, limitiamo le fonti di contagio e applichiamo una corretta e costante igiene delle mani.

Mettiamo il caso che abbiamo già i sintomi dell’influenza o del raffreddore, assumere quei prodotti che pubblicizzano come soluzioni rapide è qualcosa di realmente efficace? Con l’arrivo del freddo veniamo inondati dalla pubblicità di diversi prodotti che in tempi brevi riducono drasticamente i sintomi delle malattie da raffreddamento (mal di testa, bruciore di gola, febbre, dolori articolari, tosse, ecc.) promettendo una rapida convalescenza e quindi permettendoci di tornare presto alle nostre attività ludiche (uscire con gli amici, fare sport, dedicarci ai nostri hobby, ecc.) e lavorative. Chi non ha mai visto una reclame del genere? Prima di tutto va precisato che la convalescenza è una fase necessaria per la ripresa di conseguenza non va saltata attraverso l’uso di mix di sostanze chimiche (antidolorifici, decongestionanti, antipiretici, antistaminici, ecc.). La scomparsa “forzata” dei sintomi non equivale a guarire anzi il rientro prematuro alle normali attività (es. lavoro), oltre a trasmettere i propri virus ad altri, può causare serie ricadute della malattia che spesso sono più pericolose e persistenti della precedente infezione. Generalmente, superata la febbre (che se non è alta e ben tollerata rappresenta una fisiologica reazione dell’organismo che aumenta le difese immunitarie), l’organismo per riprendersi ha bisogno di almeno 2-3 giorni di totale riposo al caldo. Assumendo alcuni dei prodotti proposti come “di pronta guarigione”, oltre all’aspetto inerente la convalescenza, bisogna considerare anche gli eventuali effetti collaterali provocati da alcuni principi attivi (es. la clorfenamina o il suo sale clorfenamina maleato). Un banale “effetto sedativo” o “può generare stanchezza e sonnolenza” può essere molto pericoloso se per andare a lavoro si utilizza l’automobile. In conclusione questi prodotti dagli effetti quasi miracolosi (antidecongestionanti, antinfiammatori, ecc.) è bene prenderli solo in specifici casi e sempre su consiglio del proprio medico curante. Stesso discorso vale per gli antibiotici.

In tutto questo contesto gli agrumi sono veramente utili oppure le loro virtù sono solo false credenze tramandate a noi attraverso i nostri genitori? Gli agrumi sono un concentrato di benessere in gran parte sottovalutato perché abbiamo l’abitudine di berli (spremute o centrifugati), ma in realtà, per poter usufruire di tutti i loro benefici, dovremo mangiarli con tanto di buccia. Si proprio la scorza e la sottostante parte bianca spugnosa dal sapore leggermente amaro (albedo) andrebbero mangiate perché sono le parti degli agrumi più ricche di fitonutrienti utilissimi per la salute come alcuni il limonene che riduce il rischio di contrarre il tumore alla mammella, l’esperidina importantissimo vaso protettore, la pectina fibra solubile che regolarizza le funzioni intestinali, molti antiossidanti in grado di contrastare i radicali liberi, ecc. Tutti noi associamo gli agrumi alla vitamina C, il che è giusto ma dimentichiamo che in natura altri frutti e ortaggi ne sono molto più ricchi (kiwi, prezzemolo, broccoli, peperoni, ecc.). La vitamina C non solo stimola il sistema immunitario, ma partecipa alla formazione del collagene, facilita l’assorbimento del ferro contenuto negli alimenti, previene la fragilità dei capillari sanguigni, contrasta i radicali liberi, previene lo scorbuto e fa tanto altro. Un aspetto positivo della vitamina C presente negli agrumi è che non si trova in forma libera (acido ascorbico) bensì combinata con un flavonoide. La combinazione di queste due sostanze determina un risultato sinergico che potenzia gli effetti della vitamina C. In altre parole in condizioni normali è meglio assumere questa vitamina attraverso il consumo di agrumi e di altri frutti e verdure fresche, possibilmente biologiche, che attraverso gli integratori alimentari. Qualora si decida di mangiare anche la buccia degli agrumi o di utilizzarla per altro (infusi, cocktail, limoncello, decorazioni di torte e crostate, ecc.) bisogna evitare di acquistare frutti con “buccia non edibile” in quanto trattati in post raccolta con sostanze chimiche (es. gli additivi E231, E232, E904, E914) usati come lucidanti o come antimuffa. Quindi prima di acquistare agrumi bisogna leggere attentamente le etichette e, ove possibile, acquistare quelli con la buccia edibile.

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