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L’appello di Giovanni: troppi morti #AdessoBasta - Cronaca

L’appello di Giovanni: troppi morti #AdessoBasta - Cronaca
PATTADA. «Un mese fa ho perso Matteo e Francesco, i miei fratelli. Andavamo da nonna, la madre di mia madre, il giorno di Natale». Inizia così la “lettera aperta” di Giovanni Pintor con la quale chiede che venga messa in sicurezza la strada che collega Nuoro con Macomer, strada segnata da troppe croci. «Io abito a Nuoro e per raggiungere Pattada, il paese natale di metá della mia famiglia, si passa per la strada statale 129 e di solito al chilometro 64 di questa strada si muore, io l’ho visto – prosegue Giovanni Pintor –. Questo lo sapevo bene, da prima di quel Natale, in quella maledetta strada ci sono più croci che chilometri e in quella curva, la “curva della morte”; ci si può fermare, scendere dalla macchina contare una per una le vite finite in modo crudele. Sì, lo sapevo già e poi l’ho anche vissuto di persona. Nel 2018 è semplice mettere a norma una strada che si rivela un tritacarne a giorni alterni, è meno semplice riavere due fratelli, due figli. Il proverbio recita “è meglio prevenire che curare”, io non posso più curare e ora spero che voi mi aiutiate a prevenire. Non voglio elencare né le infinità di piccole cose che rendono questo tratto di strada pressoché illegale, né la lista di uomini, donne e bambini che sacrifichiamo ogni giorno. Il tratto è di competenza Anas; io con il vostro aiuto voglio far arrivare questo messaggio a chi di dovere per sensibilizzare e far riflettere, a prescindere dall’efficacia di questo gesto aiutatemi ad allargare il messaggio. #AdessoBasta. Per Francesco, per Matteo, per Alessandro, per me, per noi, per tutti. Mandiamoli al lavoro».Avantieri, dopo un mese e alla stessa ora in cui si è verificata la terribile tragedia che il giorno di Natale ha colpito la famiglia Pintor, Giovanni, il secondogenito rimasto miracolosamente illeso nello schianto, che è costato la vita ai suoi due fratelli, cercando di dare valore a un’esperienza così dolorosa e continuità alla presenza di chi non c’è più, ha lanciato un appello su Facebook, perché tutti insieme si riesca a eliminare la situazione di grave pericolo che da sempre rende impraticabile la statale 129, via di collegamento tra la Barbagia e i paesi del Marghine e del Goceano.È l’appello accorato di un giovane che in un attimo, in quella maledetta curva al chilometro 64, che inganna anche il più esperto dei guidatori, ha perso una parte preziosa della sua esistenza. Perché la statale 129 è una strada molto pericolosa: non ha spartitraffico, ha una sola corsia per senso di marcia e ha dei guardrail laterali che si “spezzano” per via della presenza degli ingressi a diversi aziende agricole. La cosiddetta curva della morte si trova a poche centinaia di metri dal bivio di Orotelli, alla fine di lungo rettilineo che improvvisamente si interrompe e dei dissuasori ne anticipano la presenza. Ma non è una curva come le altre, ampia e scorrevole. È invece chiusa e per la sua conformazione, risulta essere particolarmente insidiosa. Croci però la Sp. 129, purtroppo, ne ha disseminate un po’ ovunque. Troppe. Dolorose che ora meritano giustizia. E allora #AdessoBasta; come scrive Giovanni Pintor, a nome di Matteo e Francesco e delle tante persone che non ci sono più. (k.s.)

vedi su La Nuova Sardegna









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