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Basket: la Dinamo ospita Torino

«Dovremo essere bravi ad arginare la fisicità e il talento di Torino», ha dichiarato il coach del Banco di Sardegna Sassari, che ieri pomeriggio, nella Club house societaria, ha incontrato la stampa in vista della partita di questa sera al PalaSerradimigni

Basket: la Dinamo ospita Torino

SASSARI – Ieri pomeriggio (venerdì), nella Club House societaria, il coach del Banco di Sardegna Dinamo Sassari Federico Pasquini ha incontrato la stampa alla vigilia della gara contro la Fiat Torino, che si giocherà oggi, alle 20.30, al PalaSerradimigni. “Affronteremo una squadra di grande valore e talento, elementi che vanno oltre le due sconfitte di questa settimana con Rytas in Eurocup e Brindisi in campionato”, ha esordito.

«Ha un gruppo di giocatori esperti e di talento, come Garret, Vujacic, Patterson, per parlare di quelli del perimetro, e Washington e Okeke. Proprio quest’ultimo in questo momento sta insegnando qualcosa alla pallacanestro italiana perché un giocatore così forte, del ’98 era da un po’ che non si vedeva. E poi il grande cuore di giocatori come Poeta e Iannuzzi che sono quelli a cui ci si attacca nei momenti di difficoltà. Vorranno vendere cara la pelle, a livello di classifica è una partita come tutte quelle che affronteremo da qui fino al 9 maggio, è uno scontro diretto fra quelle che vorranno far parte delle otto da play-off. Dovremo fare del nostro meglio, limitando le qualità maggiori di Torino, l’uno contro uno e la capacità di creare in qualunque momento, sia di talento puro, sia di fisicità, perché i tre giocatori sul perimetro hanno caratteristiche uniche, grandi, grossi e di ottimo tiro. Affrontiamo questa partita con grande ottimismo, con grande fiducia, arriviamo da un’ottima settimana di lavoro, da una partita in Champions league dove nel secondo tempo si è rivista la buona difesa che utilizzavamo fino a poco tempo fa. Sono fiducioso sul fatto che domani saremo pronti, andremo in campo per fare il nostro meglio e per portare a casa due punti molto importanti».

Randolph sarà della partita? «L’ho reinserito nel gruppo, abbiamo parlato, mi ha fatto una buona impressione e si è allenato molto bene sia ieri, sia oggi. Sono contento di averlo richiamato e farà parte della squadra».

Che tipo di ragionamento stai importando in vista del girone di ritorno? «Lo sto impostando sul fatto che dobbiamo limare i dettagli, le mancanze che abbiamo avuto fino ad oggi. Penso che le nostre problematiche siano di natura difensiva, perché offensivamente la squadra sta attaccando bene, sta segnando tanto, si passa bene la palla, sono tutti coinvolti. Da un po’ di tempo a questa parte la nostra difesa non è di livello ed è per questo che credo che mettere un po’ di fisicità nel perimetro e un po’ di qualità difensiva in primis ci possa dare una mano e far sì che queste quattordici giornate ci permettano di raggiungere quell’equilibrio e la consistenza che ci faccia piazzare fra le prime otto».

Al di la delle prestazioni in campo con Cantù e Utena, hai visto una risalita della carica emotiva del gruppo? «Penso che siamo venuti fuori dalla scoppola della F8, Cantù e Utena mi hanno dato le risposte che volevo avere, ma adesso siamo in una fase in cui dobbiamo andare avanti in questa maniera e dobbiamo essere forti, perché ora a livello di campionato giochiamo partite di estrema importanza: affrontare Torino, Reggio e Bologna prima della sosta e subito dopo Milano ci mette in una situazione in cui dobbiamo essere pronti subito. Vedo bene i ragazzi, ho visto il gruppo che è voluto venir fuori dalle secche, che ha voluto lavorare in modo da togliersi anche le ultime tossine legate a Pesaro e la mancata qualificazioni alle F8. Di sicuro, rimane quello che ci ha insegnato il girone di andata: possiamo perdere con tutti (perché abbiamo perso con Capo d’Orlando e Pesaro) e possiamo vincere con tutti (perché abbiamo vinto ampiamente con Milano e Trento e siamo andati all’overtime con Venezia e Avellino). Penso che ci serva poco per diventare una squadra con la consistenza necessaria per gestire i finali, per avere equilibrio sia dopo le sconfitte, che dopo le vittorie. Questo detto partendo da un’analisi tecnico-tattica, che evidenzia in maniera chiara che dobbiamo essere più forti a livello difensivo, perché in attacco ci siamo».

Nella foto: coach Federico Pasquini

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