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«Chi ha colpito conosceva molto bene la struttura» - Cronaca

«Chi ha colpito conosceva molto bene la struttura» - Cronaca
SORSO. Il giorno dopo il rogo, nel piazzale dell’ecocentro c’è una ruspa che fa avanti e indietro per spargere terriccio e un uomo in disparte che fissa 400mila euro di rottami ancora caldi. Si chiama Bruno Baire, è il presidente della coop Sceas e cerca risposte su un incubo che lo ha risvegliato nel cuore della notte. «È un fatto molto brutto – dice –. Abbiamo qualche dubbio ma nessuna idea precisa di chi possa avere tanta cattiveria. Una cosa è certa: è qualcuno che conosce bene l’ecocentro».In casa Sceas non si spiegano il gesto. La ditta infatti paga gli stipendi rispettando i tempi e col Comune i rapporti sono molto buoni. «Non abbiamo mai avuto uno screzio e nessun problema con i sindacati – spiega Andrea Mundula, il geometra che coordina la struttura –. I nostri operai fanno un ottimo lavoro sul territorio e l’utenza si fida di loro».Ieri mattina all’ecocentro di Sorso sono arrivati i tecnici informatici della coop per passare al vaglio il sistema di videosorveglianza: la speranza è trovare qualche risposta. «Non abbiamo avuto problemi con nessuno – riprende il presidente Baire – e ci ritroviamo con 400mila euro di danni. Soltanto l’ultimo compattatore ci è costato 160mila euro».La notte del rogo all’ecocentro c’erano anche il sindaco, Giuseppe Morghen, il consigliere delegato alle Politiche ambientali, Agostino Delogu, il presidente del consiglio comunale, Mauro Vacca, e l’assessore allo Sport e alla Polizia locale, Fabio Idini.«È stata un’azione ignobile e vergognosa – commenta il primo cittadino – anche se è la prima volta che capita una cosa del genere. Infatti durante gli ultimi quindici anni c’è stato soltanto un caso di furto di gasolio». (s.sant.)

vedi su La Nuova Sardegna









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