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Fondazione, il sindaco sceglie tra sei nomi - Cronaca

SASSARI. Il bottone che potrebbe scatenare la guerra atomica dentro il Pd è al centro della scrivania del sindaco Nicola Sanna. Che da ieri alle 19.30 ha in mano la lista di sei candidati tra cui scegliere la terna da proporre alla Fondazione di Sardegna per la nomina della nuova commissione di indirizzo.Lui dovrà decidere se dormirci sopra e spedire questa mattina presto la sua scelta nella sede di via Carlo Alberto, o se mandare a caldo una mail a tarda sera, che i funzionari leggeranno all’apertura. Ma soprattutto dovrà scegliere se lasciare dentro i candidati indicati dalle varie anime del Pd cittadino, o fare piazza pulita per dare forza al “suo” nome: quello dell’ex assessora Grazia Manca.Insieme a Manca infatti sono arrivati, dopo una capigruppo durata poco più di un’ora e iniziata subito dopo la fine del consiglio comunale, gli attesi nomi di Alessandra Ruzzu, attualmente in Cassa depositi e prestiti e molto vicina al presidente uscente (e probabile riconfermato) Antonello Cabras. E dell’avvocato Gianluca Giordo, già coordinatore dell’associazione ultra renziana “Adesso Sassari”, animatore dei comitati referendari cittadini, e riconducibile alla corrente che fa riferimento a Gavino Manca e al segretario cittadino del Pd Gianni Carbini.Insieme a loro anche l’avvocato Franca Solinas, la più votata insieme a Grazia Manca e anche lei nome molto papabile per la terna finale, l’avvocato e giudice di pace Antonina Ruiu e la dovente universitaria Lucia Cardone.Da questa lista Sanna deve pescare i tre tra cui poi il comitato uscente selezionerà il rappresentante nel nuovo comitato dei 18 che avrà il non leggero compito di nominare il nuovo presidente. Un dilemma non da poco per il sindaco. Reduce dalla “scoppola” della bocciatura in Egas nel quale il Pd, per quanto non nominato da Sanna nella sua replica di ieri, non si può certo considerare esente da responsabilità. Che potrebbe convincerlo a forzare la mano, con esiti però tutti decisamente da decifrare. Il nome di Alessandra Ruzzu infatti è sicuramente espressione di una parte “pesante” del Pd (per lei 6 voti), ma non è la sola. E fare piazza pulita nella terna sarebbe una vera e propria dichiarazione di guerra, che bisogna vedere se il sindaco ha la voglia e soprattutto la forza di combattere. (g.bua)

vedi su La Nuova Sardegna









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