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Spopolamento, un piano per combatterlo - Cronaca

Spopolamento, un piano per combatterlo - Cronaca
OZIERI. «Nicola, Paola, Stefano, Giuseppe sono solo gli ultimi tra tutti quelli che in questi anni sono andati via da Ozieri». Ha provato così Gianluigi Sotgia, presidente del consiglio comunale, a dare anima e sentimento a un convegno che per affrontare il tema dello spopolamento ha dovuto per forza di cose fare i conti con i freddi numeri e le asettiche statistiche. Nei locali dell’Unione dei Comuni ieri i circoli Pd di Pattada e Ozieri hanno organizzato un appuntamento che ha messo intorno ad un tavolo assessori regionali, senatori della Repubblica, consiglieri regionali, sindaci del territorio, amministratori locali e rappresentanti del mondo sindacale per provare a ragionare sulle cause dello spopolamento delle zone interne e mettere in campo idee e proposte per arginare il fenomeno. L’unanime pensiero sulla difficoltà di invertire la tendenza, supportata proprio da quei numeri che dicono che il processo pare irreversibile per i paesi più piccoli, non ha però impedito a tutti di ragionare su quello che si potrà fare negli anni a venire. Fatti gli onori di casa da Filippo Corveddu, il sindaco Marco Murgia ha dato il via ai lavori. Guido Sechi, commissario della provincia di Sassari, ha posto l’accento sui problemi annosi della viabilità e soprattutto ha puntato il dito sulla Regione che non è riuscita ancora a dotarsi di una legge sull’istruzione che modifichi la soppressione a volte selvaggia delle classi nei paesi. Sulla stessa linea di pensiero Giuseppina Sanna, segretaria cittadina del Partito democratico, che ha rimarcato come una riduzione della popolazione del 20% nei prossimi anni, l’invecchiamento e l’emigrazione impoverirà ancora di più il nostro territorio che potrebbe però rianimarsi se venissero potenziati i servizi e si arrivasse finalmente al collaudo della diga sul Lerno, fondamentale per tutte le attività legate all’agricoltura. «La politica dovrà decidere se favorire o meno l’inurbamento e dovrà creare occasioni interessanti che spingano le persone a restare nei paesi», ha detto il senatore Silvio Lai, aprendo la strada agli interventi di Carlo Careddu, e Cristiano Erriu, assessori regionale ai Trasporti, Cristiano Erriu, e agli enti locali e urbanistica e di Emiliano Deiana, presidente Anci. I tre hanno ragionato sugli strumenti a disposizione dell’amministrazione regionale e di quelle locali, come ad esempio la ripartizione del fondo unico e rimarcato come sia importante ad esempio l’aggregazione istituzionale. Per Deiana però senza peculiarità non c’è Sardegna, e ha respinto l’idea dell’accorpamento dei piccoli Comuni. In conclusione si è deciso di stilare un documento di sintesi con tre, quattro punti che saranno sottoposti alla Regione con la richiesta di un piano per la realizzazione. Francesco Squintu

vedi su La Nuova Sardegna









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