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Energia rinnovabile, le pale eoliche approdano in fattoria - Cronaca

Energia rinnovabile, le pale eoliche approdano in fattoria - Cronaca
NULVI. Dalle fattorie eoliche all’eolico in fattoria. A Nulvi, così come in diversi Comuni dell’Anglona, sta prendendo sempre più piede l’impianto del cosiddetto minieolico, piccole (che poi tanto piccole non sono) pale eoliche che ormai si stagliano sempre più numerose nel cielo punteggiando un po’ ovunque le antiche colline anglonesi. Si tratta di singoli impianti, generalmente abbinati ad aziende agropastorali, che forniscono energia eolica alla stessa azienda ma allo stesso tempo la loro produzione in eccesso viene immagazzinata negli accumulatori per essere poi immessa in rete.Le eliche candide in perpetuo movimento prosperano sempre più sulle alture di questo territorio, particolarmente battuto dai venti e soprattutto dal maestrale e stanno diventando un buon investimento per le aziende. «Ovviamente dipende dal contratto che si fa con le imprese che le impiantano - spiega un allevatore di Nulvi - e c’è chi acquista direttamente l’impianto eolico attraverso gli appositi finanziamenti e incentivi dello Stato e il ricavato in energia va direttamente al proprietario e c’è chi, invece, si accontenta dell’affitto del terreno e dell’energia necessaria all’azienda mentre il ricavato della produzione va all’impresa che la ha impiantata».Ormai fanno parte del panorama e quasi si mimetizzano con discrezione fra i più grandi impianti eolici realizzati negli anni scorsi in diversi territori comunali, da Nulvi a Tergu, a Ploaghe e Osilo, da Sedini ad Erula a Tula. Gli anglonesi hanno già imparato a convivere con queste moderne presenze che ormai segnano e delimitano i vari territori. Molte di loro stanno anche modificando la toponomastica dei luoghi come hanno fatto in passato altri manufatti dell’uomo.Come ad esempio i nuraghi, alcuni dei quali hanno dato origine a tanti toponimi (“Nuraghe ‘e fora”, “Nuraghe ‘e Ladina”, “Nuraghe Alvu”) o come le fonti e gli abbeveratoi (“Ispada”, “S’abba fritta”, “Ispilida”, “Funtan Loda”) e come le stesse case cantoniere stradali e ferroviarie (“Sa prima cantonera”, “Sa cantonera ‘e Barrotto”, Sa cantonera de sa femina molta”). Ora anche le pale eoliche costituiscono un ottimo e visibile riferimento territoriale visto che, come già detto, le località dove sorgono vengono abbinate all’azienda e più in particolare al proprietario («il mio tancato si trova nei pressi della pala eolica di Tizio o di Caio» oppure «confina con la pala eolica di Sempronio»). Agli occhi di chi vive in Anglona insomma queste vistose presenze non danno più nessun fastidio, come succedeva in passato.«Ben venga la tecnologia - spiega un altro giovane allevatore - se è dalla nostra parte e se ci consente di continuare a fare il lavoro dei nostri padri con l’ausilio di una fonte di energia pulita e rinnovabile».

vedi su La Nuova Sardegna









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