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L'Amatori Rugby Alghero sogna il ritorno su un palcoscenico di prestigio

Quando si assapora una volta, il gusto della Serie A non si scorda facilmente. E’ così è stato anche per l’Amatori Rugby Alghero che dopo la dolorosa retrocessione in B(stagione 2013/2014) ha pian piano ricostruito dalle ceneri la sua identità. La rappresentanza algherese della palla ovale isolana è sempre stata una realtà conosciuta e apprezzata. Uno spirito quello dello sport del rugby che si è sempre rispecchiato negli uomini che hanno costruito e portato avanti negli anni progetti e campionati. Franco Badessi, storico presidente, ne ha viste tante e insieme ai fratelli Marinaro e ad altri fedeli dirigenti, rappresentano i testimoni più attendibili di come una società sana, lavoro e dedizione siano alla base di una rinascita “sportiva”.

La premessa è d’obbligo per introdurre la cronaca, ossia che l’Amatori Alghero è, attualmente, la capolista del Girone 1 della Serie B nazionale, questo dopo aver battuto, nello scontro diretto di domenica a Maria Pia, il Monferrato che ora la segue a -1. Un primato temporaneo, è vero, ma che dà l’idea di ciò che società, squadra e tifosi stanno inseguendo e sperando per questa stagione, ovvero il ritorno su un palcoscenico di prestigio che Alghero ha già conosciuto e grazie al quale, a sua volta, ha fatto conoscere la nostra città in tutta penisola e non solo.

Negli anni sono stati disputati e vinti anche alcuni prestigiosi tornei internazionali, come il “Quatre Barres”. La società con componenti “vecchi” e nuovi ingressi all’interno della dirigenza ha attuato già da inizio stagione un gran lavoro, andando ad intervenire su vari settori e fronti. Intanto la rosa della Serie B con arrivi di peso che Anversa sta utilizzando in stagione, Steve Bortolussi e Sebastian Francesio solo per citarne alcuni. Ma anche la collaborazione con Ramiro Cassina, uomo di peso con un ruolo importante all’interno di questo progetto passando per la grande attenzione per il settore giovanile e per tutte le formazioni under, con giocatori dai 6 ai 18 anni che rappresentano la società nei rispettivi concentramenti e campionati. La riconquista della Serie A sarebbe una vittoria su tutti questi fronti e restituirebbe anni e anni di lavoro con il giusto riconoscimento non solo a uomini e atleti ma anche allo stesso sport del rugby che nella nostra città, come già sottolineato, vanta una tradizione di oltre 40’anni.

A riassumere quello che ci si attende da quest’annata è sicuramente il pensiero di uno dei due vice presidenti, ovvero Alessandro Pesapane che, nel ritorno in A, crede fortemente. “Sono stato giocatore. Il rugby è il mio sport. So cosa si prova a inseguire un traguardo e anche la gioia dopo averlo raggiunto. L’ho fatto da atleta, ora lo vorrei fare da dirigente. Credo in quello che la nostra società sta facendo. Penso che i sacrifici che si stanno mettendo in campo, così come tutte le forze, quelle dei genitori compresi, debbano essere ripagati con risultati tangibili. Spero che la stagione ci sorrida e nel mentre continuiamo a lavorare a testa bassa per continuare a far crescere l’intero movimento. Io ci credo e tutta la dirigenza ci crede. Il primo posto della squadra maggiore, anche se provvisorio, è la prova che siamo nella direzione giusta. Domenica andiamo a Biella e anche li dovremmo dimostrare che sappiamo essere da primato”.

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