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Io canto il corpo elettrico

L'inaugurazione in programma venerdì 19 gennaio. Stavolta, le contingenze culturali portano ad Alghero una piccola rassegna di potenziamento identitario, con “Francesca Randi_I senza nome”

Io canto il corpo elettrico

ALGHERO - Francesca Randi ritorna. E riappaiono con lei i personaggi della sua personalissima filmografia emotiva. Con un poop, un guizzo, uno strappo sono saltati fuori dai titoli di cosa di un film che la Randi gira nella sua mente e diventano reali per noi, tra pelle e pellicola. Si viene come travolti da un deja vu multistrato, che rivela la voracità cinefila dell'autrice, che però seleziona attentamente di cosa nutrirsi. Sono animali notturni quelli che abitano questi scatti ma, al contrario dei protagonisti di Tom Ford, qui non ci sono pesantezze borghesi sospese tra lusso e racconti on the road. Le trame che Randi tesse da anni hanno un intreccio diverso, una bellezza drammatica che non disdegna toni ludici.

L'elegante solitudine che è ormai una costante del cinema metropolitano trova in questi scatti una soluzione, il radicamento nelle arterie cittadine che di notte palpitano di vite segrete, insospettabili. Singoli protagonisti, quasi sempre centrati nell'architettura di un sogno, percorrono una città inespressa, irrisolta, segreta. Donne, uomini, bambini dominano una periferia che oscilla tra sogno e realtà, in quella porzione in tecnicolor che palpita prima dell'alba, prima che gli occhi si riabituino al ritmo del produttivo e del socialmente accettabile. Gli scatti stupiscono per ricercatezza formale che non è fine a se stessa, ma sostiene un'eleganza narrativa, un flash puntato senza pudore sulle pulsioni umane, sui sogni tenuti al guinzaglio, sui desideri che ci sussurrano all'orecchio.

La citazione cinematografica, a cui Francesca non rinuncia, non si esaurisce in se stessa, ma serve all'autrice per sedurci e poi scaraventarci nell'interrogazione di quella piega irrisolta tra sogno e incubo. Resta da capire quale occupi la veglia e quale il sonno. L'inaugurazione di “I Senza Nome_Francesca Randi” è in programma domani, venerdì 19 gennaio, alle 19, negli spazi di “Cabussò_contingenze culturali”, in Via Rossini 15, ad Alghero, e sarà visitabile giovedì, venerdì e sabato, dalle 17 alle 20.

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