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La scommessa di una famiglia di Assemini: investire nell’allevamento di lumache

La scommessa di una famiglia di Assemini: investire nell’allevamento di lumache

di Gian Luigi Pala

La scommessa di una famiglia di Assemini: investire nell’allevamento di lumache Una scelta di vita. Trasferirsi dalla città (Cagliari) alla campagna (Assemini) decidendo poi di unire l’utile al dilettevole e allevare lumache. E’ la scommessa di una famigliola composta dai coniugi Roberto Turis, la moglie Rita Sias e la figlia Stefania che hanno creato la società “La chiocciola asseminese”.

Nel 2005 il trasferimento dei tre in località Sa Cannada, poco a ridosso della 130, e poi la scommessa di investire tutte le loro risorse economiche in un allevamento di lumache. Seguendo un business che vede la Sardegna grande consumatrice di chiocciole con il 60 per cento del prodotto importato da Tunisia, Algeria, Marocco e Spagna. Se tanto è il fabbisogno locale, perché non produrle nel nostro giardino? Si è chiesta la famigliola. Già, perché no? <Premesso che noi tre abbiamo tutti un proprio lavoro>, chiarisce  Rita Sias che nella vita fa la contabile, <ci affascinava comunque la possibilità di avere una nostra propria attività, di metterci in gioco, di vivere ancora di più a contatto con la Natura>.

La conoscenza con l’Istituto italiano Elicicoltura di Cherasco, in provincia di Asti infonde loro fiducia. <Gratis ci hanno analizzato la terra, fornito un corso e tutt’ora ci seguono spiegandoci, insomma, come fare questo tipo di attività>, rivela Roberto Turis.

Il maggio scorso sono partiti con i lavori. Un investimento di circa 16 mila euro per realizzare 12 recinti per un totale di quasi 2 mila metri quadrati su un terreno complessivo di 7 mila e 500 dove si riproducono le “helix aspersa” altrimenti dette da noi “boverisi”. Un piatto prelibato delle nostre tavole dove al market raggiunge prezzi fino a 18 e più euro il chilogrammo. Una volta a regime l’allevamento può raggiungere cifre davvero considerevoli escludendo la produzione della “bava” della lumaca impiegata in medicina e cosmesi.

Ma perché in Sardegna pure con un clima caldo umido favorevolissimo l’allevamento non attecchisce? <Bisogna mettere in conto come l’investimento che può raggiungere complessivamente i 40 mila euro>, sottolinea ancora Rita Sias, <comincia a diventare produttivo economicamente dopo due anni>. Per loro il primo “raccolto” è previsto tra giugno e luglio e il successivo tra novembre e dicembre. Ma loro, la scommessa, l’hanno comunque già vinta ogni giorno risvegliandosi e guardando la campagna circostante.

 

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