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Nuoro blindata per visita Minniti

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Nuoro città blindata per l'arrivo del ministro dell'Interno Marco Minniti. Dalle 21 di oggi e fino alle 15 di domani, sono state predisposte misure di sicurezza per la visita del ministro che si recherà in Prefettura, alle 10, all'Istituto superiore "Francesco Ciusa" (ore 11) e infine nella sede della Provincia (ore 12:15). La Questura di Nuoro ha istituito il divieto di sosta nelle strade interessate dal passaggio di Minniti: via Deffenu verso la Prefettura, piazza Dante, via Pola, via Ciusa Romagna, via Roma, Piazza Italia, viale Costituzione e via Kandinsky. E dalle 9 di domani è vietato l'accesso al traffico in via Deffenu, via Tola e piazza Italia.

Accoglienza dei migranti e sicurezza degli amministratori locali sono i temi al centro degli incontri. Alle 10 nella sede della Prefettura, Minniti, con il presidente della Regione Sardegna Francesco Pigliaru e gli assessori Filippo Spanu, Luigi Arru e Donatella Spano prenderà parte alla riunione del Tavolo di coordinamento regionale sui flussi migratori dall'Algeria per fare il punto sulle iniziative di integrazione in corso di attuazione. Verrà inoltre esaminata, alla presenza del sindaco di Macomer Antonio Onorato Succu, la situazione del Centro di Permanenza per il Rimpatrio (Cpr).

Alle 11 il ministro sarà all'Istituto "Ciusa" per un incontro con gli studenti sul tema dell'accoglienza dei migranti. Con il governatore Pigliaru saranno presenti gli assessori Filippo Spanu e Giuseppe Dessena. Alle 12.15 in Provincia, Minniti e Pigliaru, con l'assessore degli Enti Locali Cristiano Erriu, si riuniranno per discutere della sicurezza degli amministratori locali. Interverranno i presidenti regionali di Anci e Cal, Emiliano Deiana e Andrea Soddu, una delegazione composta da 25 sindaci, il presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau, i prefetti e i rappresentanti delle forze dell'ordine.

LE RICHIESTE DEI SINDACI - Non c'è solo la richiesta di un aumento di uomini e mezzi delle forze dell'ordine tra le richieste che gli amministratori sardi, con Anci, Consiglio delle autonomie locali (Cal) e un gruppo di sindaci vittime di intimidazioni, presenteranno al ministro degli interni Marco Minniti nell'incontro a Nuoro sulla recrudescenza degli attentanti nell'Isola. Tra i richiami a tutti gli organi dello Stato, dalla Regione al Governo nazionale, spiccano le questioni legate allo sviluppo, al lavoro e all'istruzione.

"Bisogna intervenire sulle cause che sono molteplici - spiega all'ANSA il presidente dell'Anci Emiliano Deiana al termine dell'assemblea ad Abbasanta - da quello che abbiamo capito nei confronti avuti con i prefetti e con le forze dell'ordine, questo genere di atti, in questo periodo storico, si sta alimentando nel brodo del malessere. Quindi servono interventi per combattere la povertà e per creare occasioni di sviluppo e occupazione nei territori anche con un intervento pubblico".

Stanchi di essere identificati con quelli che potrebbero fare ma non fanno, i sindaci sollecitano "più strumenti normativi e finanziari", superando i tagli nei trasferimenti e il blocco dell'utilizzo degli avanzi di amministrazione. "Se noi risolvessimo questo genere di problematiche avremmo sicuramente quelle risorse che ci consentirebbero di dare le risposte che la popolazione si aspetta - osserva Deiana - Questo non significa scongiurare tutti gli attentati, ma sicuramente togliamo consenso sociale a chi li fa e riduciamo la base del malessere". Altra questione primaria è "l'investimento forte in educazione e in formazione: ovvero - chiarisce il presidente dell'Anci - in nessun paese deve mancare la scuola. Quali comunità costruiamo se non c'è neanche questo servizio minimo basilare?".

ATTENTATI, 220 CASI IN 7 ANNI, GIA' 3 NEL 2018 - Il 2018 è iniziato sotto i peggiori auspici per gli amministratori locali della Sardegna, terra in cui sindaci, assessori e consiglieri comunali, dipendenti della pubblica amministrazione sono da tempo nel mirino di decine di minacce e intimidazioni: lo conferma l'annuale Rapporto di Avviso Pubblico denominato "Amministratori sotto tiro". In poco più di sette anni, dal 2010 al 31 maggio 2017, sono 220 i casi censiti nell'Isola.

Le prime settimane del nuovo anno hanno fatto registrare una doppia minaccia al sindaco di Iglesias Emilio Gariazzo, l'intimidazione al sindaco di Osini, Tito Loi, e l'attentato incendiario al dirigente dell'ufficio tecnico di Ittiri, Gian Giacomo Pisanu. Negli ultimi tre anni c'è stata una recrudescenza del fenomeno, con il picco registrato nel 2015, quando i casi censiti furono ben 50. Nel 2016 la Sardegna si è classificata al quinto posto tra le regioni più colpite con 42 episodi.

La provincia di Nuoro è risultata essere la quinta più bersagliata di tutto il territorio nazionale, con 18 atti di intimidazione rivolti agli amministratori locali. "L'annunciata visita del ministro dell'Interno Marco Minniti, atteso il 18 gennaio in Prefettura a Nuoro, rappresenta il primo passo per cancellare quella solitudine politica che numerosi sindaci della Sardegna denunciano da troppo tempo - sottolinea l'organizzazione - Avviso Pubblico monitora e denuncia da anni il dilagare di un fenomeno sottovalutato per troppo tempo, in Sardegna come in altre regioni d'Italia.

L'attenzione sul tema ha consentito l'approvazione, nel giugno del 2017, della legge sugli amministratori oggetto di minacce e intimidazioni, frutto del lavoro della Commissione parlamentare di inchiesta presieduta dalla senatrice Doris Lo Moro, volto a contrastare il fenomeno attraverso l'inasprimento delle sanzioni". L'associazione ritiene necessario un ulteriore passo in avanti nella presa di coscienza collettiva, politica e sociale, di una questione che ha valenza nazionale.

Fonte: Ansa









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