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L'arte di Manu Invisible entra all'Università. A Cagliari la prima opera in un'aula

CAGLIARI - In questi giorni l'artista Manu Invisible ha cominciato i lavori di un'opera commissionata dall'Università degli Studi di Cagliari. L'iniziativa è nata per volontà del Rettore Maria Del Zompo ed è stata subito fatta propria dalla Facoltà di Studi umanistici: insieme è stato individuato, per la realizzazione, lo spazio dell'Aula magna Capitini, in località Sa Duchessa a Cagliari, per migliorare un luogo di uso quotidiano appartenente alla collettività dei docenti e degli studenti, facendo perdere allo spazio individuato il carattere anonimo e sviluppando un maggiore senso di appartenenza.

Stretto riserbo sui contenuti e su altri dettagli dell'opera, in omaggio alla caratteristica modalità di esecuzione dell'artista. I lavori richiederanno alcuni mesi, al termine dei quali si terrà una apposita presentazione in cui saranno svelati e commentati tutti i particolari.

La collaborazione tra l'Università degli Studi di Cagliari e Manu Invisible non è nuova: l'anno scorso l'artista è stato testimonial del Contamination lab dell'Ateneo e ha dipinto una parete dei locali dell'incubatore di impresa, il Centro per l'innovazione e l'imprenditorialità. Ora per la prima volta in Italia, una sua opera sarà realizzata all'interno di un'aula destinata alle lezioni e ad altre attività culturali.

Diplomato al Liceo Artistico "Foiso Fois" di Cagliari, Manu Invisible intraprende il suo percorso artistico sul territorio sardo, per proiettarsi poi nel panorama europeo. Provenendo dal mondo dei Graffiti, mantiene l'approccio urbano di tale disciplina, manifestando una tendenza "propagandistica" nello stile e nel messaggio. La sua arte comprende diverse sfaccettature: street art, muralismo e opere su piccolo formato. Egli è inoltre contraddistinto da un particolare abbigliamento: indossa un vestito nero con tracce di pittura di diversi colori, e porta una maschera color nero lucido dalle forme taglienti, ispirata alla geometria e alla notte.

Il 4 aprile 2016, davanti alla Corte di Cassazione, Manu Invisible è stato prosciolto in formula definitiva, dopo essere stato assolto in primo e secondo grado presso il Tribunale di Milano. L'artista ha proposto nel corso degli anni diversi progetti (oltre a mostre personali e collettive), portati a termine con la passione che lo accompagna sin dall'inizio del suo percorso. Si ricordano le mostre presso il Palazzo Regio di Cagliari e la Galleria Neurotitan di Berlino, e le opere d'arte sui blocchi di cemento new jersey realizzate lo scorso anno in Piazza del Duomo, Piazza Fontana e Bosco Verticale Boeri a Milano. Nel 2017 Manu Invisible è stato Testimonial del Contamination lab dell'Università di Cagliari, ha partecipato al "Meeting of styles Milan" con l'opera "Art. 639 reato di espressione", ha realizzato l'opera "Movimento" in memoria di Antonio Gramsci per la rete "Nino dove sei?", in partenariato con il festival Leggendo Metropolitano, e preso parte al progetto "Portatori di colore" a Srebrenica (Bosnia), in collaborazione con Alessio Cabras e "City of hope". Primo lavoro dell'artista nel 2018 è stato il tributo a Michelangelo Buonarroti, eseguito nell'omonimo Liceo Scientifico di Cagliari.

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