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Alcol “fai da te” nelle notti dei sassaresi - Cronaca

Alcol “fai da te” nelle notti dei sassaresi - Cronaca
SASSARI. Alle due del mattino sono sedute per terra, sul marciapiede, in cerchio. Indossano shorts, calze in filanca, sono belle e hanno un trucco perfetto sul viso. Dei cinque gradi che gelano un sabato notte di gennaio a loro poco importa: «Sì, c’è freddo ma tanto tra qualche minuto entriamo in discoteca, è qui dietro...».

Non subito ma “tra qualche minuto”, ossia non appena finiranno di scolarsi quelle circa dieci bottiglie di limonata mischiata con vodka che tengono ben allineate davanti alle loro gambe. Bevono, bevono, chiacchierano e ridono. E chi abita nei palazzi di via Casu, a poche centinaia di metri dalla discoteca di via Carlo Felice, chiama la polizia locale: «Non riusciamo a dormire, troppo chiasso». La pattuglia arriva, le identifica, sono tutte minorenni e non si scompongono davanti a quegli uomini in divisa. Il loro sabato sera è fatto così: comprano le bottiglie di limonata, aranciata, gin e vodka al supermercato, bevono prima di andare in discoteca e poi che la notte abbia inizio.

Una notte in pattuglia. Sono le 22.10 quando le macchine della polizia municipale di Sassari escono dal comando di via Carlo Felice e cominciano il servizio notturno che terminerà alle quattro del mattino. Tre auto a spartirsi una città che soprattutto nel fine settimana richiede molta attenzione. Le criticità maggiori si presentano proprio vicino a locali e discoteche, dove i giovani rimangono fino all’alba. Ma la “scaletta” da seguire è fatta di controlli che toccano anche la periferia.

Furti nelle scuole. È una delle emergenze del momento. E gli agenti della municipale lo sanno bene. Ecco perché il comandante Gianni Serra ha predisposto la perlustrazione degli istituti maggiormente a rischio nei quartieri di Monte Rosello e Li Punti. I vigili sfidano il freddo pungente, scavalcano le recinzioni delle scuole e muniti di torcia fanno un’ispezione accurata. In via Baldedda, via Era, via Camboni, via Onida. Ultimamente rubano di tutto, persino la carta igienica. Il maggiore Paolo Piu, che coordina le due squadre, si muove insieme agli altri agenti. Nessuna anomalia nei caseggiati, si può andare avanti.

Posto di blocco. È circa mezzanotte, le due pattuglie si fermano in viale Mancini per un posto di controllo. Tutto fila liscio. Poi fermano un ragazzo, guida senza cintura e nel sedile accanto c’è un amico: «Guardi, glielo dico subito – si rivolge così all’agente – Ho bevuto una birra poco fa». È un neopatentato e la legge è molto severa. Una prima verifica con il precursore, strumento indicativo del tasso alcolemico, suggerisce “cautela”. Il passo successivo è l’etilometro, gli agenti informano nel dettaglio il giovane automobilista: «Lei può chiedere la presenza del suo avvocato...». Lui risponde che va bene così, soffia e lo strumento non gli lascia scampo: 0,25, che diventa 0,27 dopo cinque minuti. «Lei sa che in quanto neopatentato il tasso deve essere pari a zero? Dobbiamo sanzionarla e decurtarle dieci punti dalla patente». Un’espressione di comprensibile sconforto ma comunque nessuna parola di troppo. Consapevole di aver sbagliato, il giovane saluta educatamente: «Addio discoteca stasera, mi è passata la voglia. Buon lavoro...» e va via.

Musica e locali. In via Roma la musica si fa sentire. C’è una discoteca a pochi passi da piazza d’Italia, al piano terra di un palazzo storico. La musica è alta ma il livello rispetta comunque la norma. «Di recente abbiamo eseguito un controllo fonometrico e il suono rientrava nel limite previsto dalla legge» spiegano gli agenti. E quindi i residenti della zona che più di una volta si sono lamentati per il rumore devono rassegnarsi.

Divieti di sosta. La notte va via tranquilla, i vigili sanzionano alcune auto posteggiate lungo la pista ciclopedonale di corso Margherita di Savoia. Verbali anche per alcune macchine fuori dagli stalli in piazza Mazzotti. Ma tant’è, la carenza di parcheggi al centro – vera emergenza – costringe spesso a soste di (s)fortuna. E così, pur di non perdere la serata in un locale, qualcuno sceglie di rischiare.

vedi su La Nuova Sardegna









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