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“Grazie Tirrenia, che porti a Cagliari le navi carretta vecchie di 40 anni”

“Grazie Tirrenia, che porti a Cagliari le navi carretta vecchie di 40 anni”

“Arrivano traghetti vecchi di 40 anni. Da questo fine settimana i predatori del trasporto marittimo posizionano sulla Sardegna due vecchie carrette del mare di quarta mano. Con i giochi di vernice e fumetti compaiono sui mari della Sardegna topi, gatti, uccellini e superman. In rotta verso i porti sardi ci sono la quarantenne Moby Corse e la vetusta Moby Dada che ha vinto la concorrenza nefasta con la Moby Zazà. Sostituiranno la Amsicora e Bonaria, i due traghetti marchiati per qualche anno marchiati Tirrenia, che tra qualche ora ritorneranno al legittimo proprietario, Grimaldi. In sostituzione sono pronti due traghetti Moby che nel gioco delle tre carte societarie si occuperanno delle tratte Sarde, sia Cagliari che Olbia. La restituzione dei due traghetti marchiati impropriamente Amsicora e Bonaria, che già avevo denunciato un mese fa, è confermata dallo schedulato di Tirrenia che inserisce Moby Corse al posto di Amsicora e posiziona per adesso sulla Cagliari-Napoli la Moby Dada. Grimaldi nello scontro sui mari della Sardegna ha deciso di togliere alla concorrenza di Onorato due navi chiave nei collegamenti da e per la Sardegna costringendo la concorrenza a ricorrere a navi del secolo scorso, con 4 decenni alle spalle. E il risultato è scritto nelle previsioni gestionali ormai consolidate nel gruppo Moby Tirrenia: navi vecchie e denari di Stato sempre più copiosi. Queste ennesime carrette del mare giungono in Sardegna con il silenzio generale. Nessuno, Regione o Governo, si sono posti il problema di affrontare la questione navi e il risultato è il risultato è chiaro: nonostante il furto annuale di 73 milioni di euro della convenzione con la Tirrenia, si continuano a far arrivare in Sardegna navi vecchie e di quarta mano inadeguate ad un collegamento come quello sotto convenzione di continuità territoriale”.

Lo ha denunciato poco fa il deputato e leader di Unidos Mauro Pili reiterando una durissima interrogazione al ministro dei trasporti per aprire un’indagine sulla gestione delle navi nelle tratte sotto convenzione.

“E’ dato ormai per sicuro anche nei tabulati della Tirrenia – sostiene Pili – l’arrivo in Sardegna della Moby Corse e della Moby Dada utilizzata nei mesi scorsi per ospitare la repressione spagnola in Catalogna. Una nave del 1977 la prima e del 1980 la seconda. La Moby Corse è una nave di quarta mano e di 41 anni di vita varata nel 1977, 41 anni fa con il nome di Dana Anglia, nel 2002 fu rinominata Duke of Scandinavia, nel 2006 fu noleggiata alla Brittany Ferries, prendendo il nome di Pont l’Abbe nel dicembre 2009 fu acquistata dalla Moby S.p.A. che la impiegò sul collegamento Tolone – Bastia, con il nome di Moby Corse. La moby Dada è, invece, una nave del 1980 posta in disarmo la prima volta nel 2008 a Korsør. Nel 2009 fu noleggiata alla Alstom, che la impiegò come albergo per il personale impegnato in operazioni di manutenzione della centrale nucleare di Oskarshamn subito dopo in disarmo a Klaipėda. Nel novembre 2016, in seguito all’ingresso in St Peter Line da parte di Moby, la nave passò alla compagnia italiana e rinominata Moby Dada. Lo scorso autunno la nave fu noleggiata al governo spagnolo e impiegata a Barcellona come alloggio per gli agenti della polizia per la repressione catalana. Dopo le nostre denunce per il momento non entra nel circuito sardo la Moby Zazà, che secondo i piani della compagnia avrebbe dovuto prendere il posto del traghetto Bonaria. Dopo le anticipazioni con le immagini della gravissima collisione con una nave nucleare il progetto è per adesso naufragato. La Moby Zazà, della stessa generazione di quelle in arrivo a Cagliari, fu varata nel 1981. Il 25 agosto 1984 la Olau Britannia, attuale Moby Zazà, impegnata in un viaggio da Sheerness a Vlissingen con a bordo 951 passeggeri e 80 membri dell’equipaggio, entrò in collisione con il ro-ro merci Mont Louis. Non vi furono né morti né feriti, ma la Mount Louis, che trasportava anche dei container contenenti carico radioattivo, affondò. Siamo all’inganno di una società che con la complicità di Regione e Governo continua a lucrare 73 milioni di euro di indebiti denari di Stato con un servizio sempre più proteso al vecchio sistema di un pò di vernice e qualche fumetto”. “ Stamane – ha detto Pili – ho trasmesso una formale segnalazione al Ministero dei trasporti perché blocchi questa vergognosa ed ennesima farsa e ho segnalato alla Corte dei conti l’utilizzo improprio di denaro pubblico per un servizio strapagato dallo Stato per fornire navi vecchie e inadeguate. Siamo dinanzi ad una Sardegna trattata come terra di disarmo con navi vecchie e dalle mille traversie. Si tratta di operazioni piratesche fatte con i soldi pubblici che non possono e non devono essere consentite. In questa operazione costruita sotterraneamente nessuno deve sapere niente e si attende che si decida impunemente sulla testa dei sardi e della Sardegna. Queste navi carretta – ha concluso Pili – non possono finire sulle rotte della Sardegna!”.

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