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"Neanche una parola sul presidio ospedaliero di Alghero"

“Una grande delusione. Pigliaru, Arru e Moirano hanno dimenticato di parlare del 1° livello promesso per il presidio ospedaliero di Alghero – Ozieri dal 2018 e del nuovo ospedale di Alghero.” Così il consigliere regionale di Forza Italia Marco Tedde commenta la conferenza stampa di Pigliaru, Arru e Moirano per la presentazione della nuova sede sassarese dell’ATS. Tedde ricorda che il Piano di ridefinizione della Rete Ospedaliera approvato dal Consiglio Regionale il 25 ottobre dello scorso anno prevede per il  presidio di Alghero – Ozieri non solo il mantenimento delle discipline e servizi già esistenti di oculistica, otorinolaringoiatria, urologia, cardiologia, neurologia, pediatria, ostetricia e ginecologia, ortopedia, centro trasfusionale, riabilitazione e radiologia con TAC, ecografia e RMN. Ma prevede anche l’impegno ad avviare dal 2018 un programma di potenziamento dei servizi di pronto soccorso-osservazione breve intensiva, l’attivazione della funzione di semintensiva generale, delle discipline di oncologia e lungodegenza e della radiologia interventistica extravascolare.

Servizi che stanno alla base della classificazione entro il 2018 del 1° livello per il presidio Alghero – Ozieri con la contestuale istituzione della rianimazione. Inoltre, il Piano prevede nell’ambito del programma di investimenti nell’edilizia ospedaliera anche la realizzazione del nuovo ospedale di Alghero nel rispetto dei requisiti strutturali e tecnologici propri dei DEA di I livello. “Pigliaru, Arru e Moirano hanno fatto una passerella elettorale – denuncia Tedde – ma fra le promesse di rito, quali assunzioni e stabilizzazioni definite “schifose” da una forza di maggioranza, hanno dimenticato di fare almeno un cenno al Presidio di Alghero-Ozieri. La fondatezza delle nostre preoccupazioni inizia ad essere confermata. Vorremmo capire -attacca l’ex sindaco di Alghero- quali sono gli atti del Governo regionale e dell’ATS finalizzati ad istituire i servizi, le funzioni e le discipline necessari per la classificazione del 1° livello, compresa la rianimazione. Occorrono procedimenti lunghi e complessi, con l’individuazione delle risorse, che non si definiscono in qualche settimana o in qualche mese”.

“I nodi stanno arrivando al pettine – prosegue Tedde-. Il centrosinistra ha completamente disatteso le nostre proposte di  immediata istituzione del 1° livello e con la forza dei numeri  ha maliziosamente previsto il 1º livello dal 2018 -senza specificare il mese e con incertezza delle risorse- con monitoraggio successivo sulla sussistenza dei requisiti per questa qualificazione”. Secondo l’ex sindaco di Alghero questo è un modo levantino per scaricare la responsabilità delle scelte sulla prossima amministrazione regionale e depotenziare la sanità della Provincia di Sassari. “Nel frattempo, il territorio di Cagliari avrà un Dea di 2° livello e 4 di 1°, mentre Sassari avrà il 2° ma neanche un 1° livello, cosa che comporterà una saturazione delle liste d’attesa che già oggi sono problematiche. Mentre il Presidio Alghero-Ozieri vede solo in lontananza un improbabile  1°livello, nel frattempo San Gavino,  pur avendo un bacino d’utenza insufficiente -in violazione quindi del quadro normativo nazionale- e non possedendo la rianimazione, festeggia il 1° livello. San Gavino ha ottenuto anche il nuovo Ospedale negato ad Alghero, che per di più verrà realizzato sulla base di un piano di fattibilità predisposto anche per Alghero che ai tempi dell’amministrazione di centrodestra aveva in tempi record individuato l’area e approvato la necessaria variante urbanistica”.

“Ma a San Gavino la Giunta Pigliaru ha assegnato oltre 68 milioni di risorse, mentre Alghero è rimasta a bocca asciutta. E sullo sfondo di questa amara vicenda si pongono i  sindaci, che all’epoca dell’approvazione del Piano hanno festeggiato, ma non sappiamo per cosa. E ora iniziano a preoccuparsi perché le sorti del Presidio di Alghero-Ozieri galleggiano nell’indeterminatezza amministrativa e finanziaria. Siamo convinti che questo è il momento perché i sindaci riconoscano gli errori e si mettano alla testa di un vasto movimento delle comunità territoriali per spingere Pigliaru e Arru a mantenere i patti. Noi ci siamo -chiude Tedde- e siamo disponibili a supportare qualsiasi iniziativa tesa a dare finalmente dignità alla sanità del territorio.”

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