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Ozieri riscopre il fascino della “prima” teatrale - Cronaca

Ozieri riscopre il fascino della “prima” teatrale - Cronaca
OZIERI. La prima in un teatro, pur di periferia come l’Oriana Fallaci di Ozieri, ha sempre un sapore tutto particolare e soprattutto immutato nel tempo con sfilata di signore e signori eleganti, scie profumate, abiti impeccabili affiancati da abbigliamenti casual e informali, e ancora coppie attempate e signorili alternate a gruppi di amiche e amici e anche ragazzi che non ti aspetteresti. Era questo il quadro che ha accompagnato “Fiore di Cactus”, con una strepitosa Benedicta Boccoli e che ha fatto registrare il tutto esaurito, giovedì sera, al botteghino, nell’inaugurazione locale della stagione Cedac. Un’ottantina di abbonamenti sottoscritti e la restante disponibilità di posti, duecentocinquanta totali, venduti in poco tempo hanno confermato che Ozieri, inserita nel circuito ormai da decenni, ha sempre fame di teatro in tutte le sue forme. «Attendiamo sempre con curiosità la presentazione del programma stagionale – hanno detto in coppia due eleganti coniugi – e sinora non siamo mai rimasti delusi. Gli attori di primissimo livello che hanno calcato il palcoscenico di Ozieri ormai non si contano più e spesso ci piace pensare di essere alla pari dei grandi teatri italiani».Il brusio della platea prima dello spettacolo e durante l’intervallo, le luci bianche che preludono al buio nel momento in cui si darà avvio alle scene, il silenzio ovattato durante gli atti, per chi ama il teatro sono momenti di immersione totale in un mondo che rispetto a tanti altri è rimasto quasi uguale nei secoli. «È un modo per staccarsi dalla routine di tutti i giorni e proiettarsi in una realtà che ti assorbe e rapisce quasi come se fosse una magi – hanno detto due giovani amiche –. È una fortuna avere questo piccolo teatro, raccolto e funzionale, che da un senso di intimità e nel quale arrivano attori e attrici di chiara fama e di grande bravura che altrimenti non avremmo modo di vedere».Gli applausi a scena aperta, spontanei e improvvisi, hanno sottolineato più volte l’intensità e l’ironia di una piece teatrale diretta ed efficace e alla fine i minuti interminabili di battimani hanno premiato un cast di tutto rispetto e grande professionalità.Si proseguirà con altri cinque appuntamenti tra i quali l’Odyssey Ballet che per il terzo anno consecutivo porterà la danza ad Ozieri. «L’esperimento del balletto è importante perché amplia l’offerta teatrale – ha detto un abbonato storico in coda all'ingresso – e soprattutto perché ha la forza di coinvolgere il pubblico più giovane e magari anche gli studenti delle scuole cittadine».

vedi su La Nuova Sardegna









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