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A “Casa Diaz” un viaggio nel mondo rurale del passato - Cronaca

A “Casa Diaz” un viaggio nel mondo rurale del passato - Cronaca
USINI. Bisogna lasciarsi alle spalle piazza Castello e fare due passi nel viale di pietra della corte di “Casa Diaz” e fare un tuffo nel passato, per avere la prova tangibile della forte vocazione agricola di Usini a cavallo tra ‘800 e ‘900. L’ulivo, il carciofo e soprattutto la vite sono stati il vero traino delle economie di quel tempo. La struttura della Corte, ora di proprietà comunale, era il cuore dell’Azienda Diaz che, per anni, ha dato lavoro a gran parte degli abitanti di Usini e dei paesi vicini. Nel ripercorrere il viale della Corte, sembra di rivivere quei momenti nei quali, tutti i macchinari e le attrezzature tuttora presenti, erano in piena attività. L’ingresso principale sulla Piazza Castello è costituito da un alto portale che dà accesso a un cortile: oltre all’aia e alle stalle, vi si affacciano l’officina per i mezzi meccanici, il ripostiglio per le granaglie e il frantoio. Poi le cantine e le grandi botti di legno e cemento, ancora intatte, permettono di intuire l’importanza di questa produzione. Il suo primo proprietario fu il latifondista Giuseppe Derosas. La casa passò in mano alla famiglia Diaz grazie al matrimonio tra Don Giovanni Antonio Diaz e Donna Giovanna Maria Derosas, figlia di Giuseppe Derosas. I nobili Diaz erano tra i più importanti proprietari terrieri della Sardegna e possedevano, all’interno della loro corte, i più moderni macchinari dell’epoca. Il Comune ha deciso di non perdere questo patrimonio e attraverso un progetto di recupero e la richiesta di un finanziamento ha intenzione di realizzare un di percorso permanente e un museo della civiltà contadina. Ma all’interno di “Casa Diaz” potrebbe nascere anche un angolo dedicato alle aziende vinicole del paese con un punto vendita aperto al pubblico.

vedi su La Nuova Sardegna









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