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Jimi Lugas, 31 anni, di Tuili: “Tre mesi in coma, e una sorella che mi ha salvato la vita”

Jimi Lugas, 31 anni, di Tuili: “Tre mesi in coma, e una sorella che mi ha salvato la vita”

di Federica Vacca

La storia di Jimi Lugas di Tuili è una storia molto toccante, fatta di amore e di dolcezza ma anche di un destino beffardo; a soli 31 anni, a causa di un terribile incidente stradale, si è ritrovato a dover convivere con una gravissima invalidità. Bonarella, sua sorella,che ad oggi di anni ne ha 50, con amorevoli cure gli sta vicino ogni giorno condividendo i loro problemi quotidiani e la loro vita, lei è affetta da sclerosi multipla ma questo non gli impedisce di prendersi cura del fratello ogni giorno con passione e amore.

“Il 7 maggio 2004 ho avuto un incidente con la macchina” scrive Jimi, ormai in difficoltà anche per quanto riguarda la comunicazione orale “sono stato 3 mesi in coma, i dottori dicevano che, visto che avevo rotto tutti i collegamenti con il cervello, sarei rimasto vegetale e invece eccomi qui. Dopo circa due mesi dal risveglio non connettevo ancora, poi piano piano con la tv accesa e la musica di Vasco Rossi alle orecchie iniziavo a realizzare, ma non capivo cosa mi era successo ne perché ero in ospedale”.

Jimi ha dovuto subire vari interventi, il cranio era spaccato e lo hanno ricostruito con delle placche metalliche arrivate dall’America apposta per lui, la situazione anche al suo risveglio era critica era completamente paralizzato, muoveva un solo occhio e un dito della mano sinistra, non sentiva odori e vedeva doppio.

“Oltre ad avere la tracheotomia non parlavo da un anno” continua Jimi felice di raccontare la sua storia “ora parlo male ma parlo, non cammino ma non sono tetraplegico anche se non ho coordinamento e equilibrio, non mastico bene ma ho imparato a mangiare quasi tutto da solo, bevo con la cannuccia ma ogni tanto riesco anche col bicchiere. Inizialmente ho avuto le crisi epilettiche e per tutte le medicine mi è venuto una forma di leucemia, da 7 anni sto facendo le trasfusioni di immunoglobuline”.

Quando gli parlo di Bonarella lui è su di giri, la sorella gli ha letteralmente salvato la vita, decidendo di condividere ogni istante con lui e di vivere insieme .

“Il mio destino sarebbe stato quello di un ricovero per anziani ma mia sorella non lo ha permesso, vivere 24 ore su 24 insieme, sai non è facile per nessuno, ma noi siamo molto affiatati e il nostro rapporto è idilliaco” continua Jimi “Se non fosse per lei non so che fine avrei fatto. Per quanto riguarda la sua sclerosi la sta combattendo molto bene, ora cammina tanto quando riesce, per paura di rimpiangerlo quando e se non dovesse più riuscirci, anche se ogni tanto cade è una donna forte e si rialza sempre”.

Jimi affronta ogni giorno con il sorriso, nell’accettazione della sua malattia, non si perde un concerto di Vasco, dice che è il suo modo per ringraziarlo di averlo svegliato dal coma con la sua musica. Bonarella gli metteva sempre le cuffie nelle orecchie con la musica di Vasco quando era in coma, ed è proprio con quelle note che lui ha riaperto gli occhi.

Alla domanda se ha rimpianti risponde con un pò di malinconia, logicamente gli manca gestirsi la vita da solo, avere una famiglia sua, ballare e correre, ma come dice lui la vita và vissuta fino alla fine e non bisogna mollare mai, ogni situazione può essere superata con pazienza e amore.

Forse sono proprio l’amore e la forza di volontà che mandano avanti il mondo, e Jimi e Bonarella ne sono un esempio meraviglioso.

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