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detenuto si impicca in cella

Un 42enne detenuto di nazionalità algerina con problemi psichiatrici, ristretto nel Reparto Cagliari, sezione detentiva con alta presenza di utenza con problematiche di tossicodipendenza, psicologiche e psichiatriche, si è tolto la vita nella notte tra sabato e domenica

detenuto si impicca in cella

UTA - Un 42enne detenuto di nazionalità algerina con problemi psichiatrici, ristretto nel Reparto Cagliari, sezione detentiva con alta presenza di utenza con problematiche di tossicodipendenza, psicologiche e psichiatriche, si è tolto la vita nella notte tra sabato 13 e domenica 14 gennaio, impiccandosi. «Altra morte, questa, che segna in negativo l'andamento del sistema carcere in generale», dichiara il segretario generale aggiunto della Fns Cisl Giovanni Villa.

«Uno dei maggiori problemi in carcere è proprio l’elevato numero di detenuti con disturbi di natura psicologica e psichiatrica e di tossicodipendenza, come quelli ristretti nel Reparto Cagliari del penitenziario di Uta, con un livello di assistenza sanitaria assolutamente inadeguato, che vede questi soggetti essere tra i primi autori di aggressioni fisiche sia verso gli altri detenuti, ma soprattutto verso i poliziotti penitenziari. A volte, come in questo caso – sottolinea Villa - riescono a portare a termine l'atto suicidario».

«Non sempre riusciamo a trarli in salvo purtroppo e questo è dovuto principalmente alla forte carenza di unità, pochi agenti non possono controllare più sezioni, come ho sempre detto, ben venga l'innovazione con strumenti di ultima generazione, ben venga la sorveglianza dinamica ed il controllo attenuato. certo è che questi non potranno mai sostituire la presenza costante del poliziotto, dove sicuramente garantirebbe un costante monitoraggio e quindi interventi celeri a garanzia della vita umana», conclude il segretario generale aggiunto della Fns Cisl.

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