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La balena perde pezzi al via il recupero in mare - Cronaca

La balena perde pezzi al via il recupero in mare - Cronaca
SORSO. Il mare vuole riprendersi Moby Dick. Ieri gli esperti dell’Università hanno dovuto effettuare due interventi d’urgenza per salvare una porzione di coda e alcune costole che rischiavano di prendere il largo. Questa mattina, invece, il cinquantottesimo giorno dopo lo spiaggiamento sull’arenile di Platamona, apre il cantiere nato dall’accordo tra il Comune di Sorso e il dipartimento di Medicina veterinaria dell’università di Sassari. Il progetto prevede il recupero dello scheletro della balenottera per esporlo in bellavista in un luogo ancora ignoto. Per un pelo. L’appuntamento al sesto pettine tra Comune, esperti dell’università e ditta appaltatrice doveva essere un semplice briefing per l’avvio delle operazioni di stamattina. E invece è stata una giornata che è entrata subito nel vivo del recupero. La task force ha infatti dovuto strappare alla furia delle onde qualche pezzo della regina del mare che stava per sparire tra i flutti. A quel punto gli specialisti hanno assicurato il resto della carcassa legandola alla palificazione in legno con alcune funi. Il cantiere. Il cantiere rappresenta un’occasione molto importante soprattutto per gli studenti universitari che parteciperanno attivamente alle fasi di recupero e catalogazione dello scheletro. Il team è coordinato dal responsabile scientifico, Marco Zedda, e formato da Andrea Rotta, Stefano Rocca, Giovanni Garippa, Antonello Floris, Renata Manconi, Nicolino Rassu, Paolo Merella e Pierpaolo Pintus. Secondo le ultime stime, le operazioni di ripulitura e sezionamento dello scheletro andranno avanti – meteo permettendo – per almeno tre giorni. I veterinari hanno già potuto valutare, durante un sopralluogo avvenuto nei giorni scorsi, che lo scheletro di Moby Dick è incompleto. Inoltre, alcune parti sono coperte da almeno un metro di sabbia. Quindi, per prima cosa, oggi si comincia a scavare con cautela. Dopo di ché bisogna capire quante ossa, a partire dalla testa del mammifero, sono ancora presenti e quante invece sono state trascinate via dal mare. Le prime operazioni si svolgeranno praticamente in acqua e saranno agevolate da uno sbarramento, una sorta di diga frangiflutti ricavata affiancando una serie di ceste cariche di sabbia.Stop al traffico. Ieri il primo cittadino, Giuseppe Morghen, ha firmato un’ordinanza per l’avvio delle operazioni di cantiere, durante il quale il lavoro dei veterinari verrà coadiuvato dalla ditta Spea Srl, affidataria in via d’urgenza dei lavori di supporto. Inoltre, il sindaco ha ordinato l’avvio di un coordinamento tra vigili urbani, barracelli e guardie ecozoofile di Sorso per avviare una serie di turni di vigilanza nell’area del sesto pettine. Un altro dettaglio importante riguarda l’accesso al parcheggio. L’amministrazione comunale ha infatti deciso che la discesa a mare sarà chiusa al traffico per consentire che le ruspe lavorino in tutta sicurezza. È invece consentito l’accesso a piedi nell’area interessata dal cantiere didattico che, per sua stessa natura, si svilupperà sotto gli occhi di curiosi e appassionati.

vedi su La Nuova Sardegna









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