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La tragedia della Shoah in scena al TsE di Is Mirrionis

La tragedia della Shoah in scena al TsE di Is Mirrionis

In un cielo di stelle gialle… bianche farfalle”: l’incubo della Shoah rivive sulla scena domenica 14 gennaio alle 17 al TsE di via Quintino Sella nel cuore di Is Mirrionis a Cagliari attraverso lo sguardo e le parole dei fanciulli d’Europa all’ombra della follia nazista per un evento speciale – un’anteprima di “Teatro e Marmellata” – la Stagione dedicata a un pubblico di giovanissimi e alle loro famiglie firmata Teatro del Segno, in occasione della Giornata della Memoria.

Una pièce originale – scritta da Rita Atzeri e liberamente ispirata a libri emblematici come “La Repubblica delle farfalle” di Matteo Corradini “Ultima fermata: Auschwitz” di Frediano Sessi“Otto. Autobiografia di un orsacchiotto” di Tomi Ungerer, e “Le valigie di Auschwitz” di Daniela Palumbo – per ripensare agli avvenimenti di quegli anni, riscoprire l’orrore di un genocidio attraverso le testimonianze dei protagonisti – strappati all’età dell’innocenza e precipitati nella dolorosa consapevolezza dell’assurdità e “banalità del male”.

Sotto i riflettori Antonio Luciano e Marta Gessa per la regia di Rita Atzeri, per un ideale viaggio a ritroso nel tempo, fino alla prima metà del Novecento, quando l’antisemitismo e l’ideologia della presunta superiorità della cosiddetta “razza ariana” hanno messo in moto una infernale macchina di distruzione che ha travolto le esistenze di milioni di donne e uomini, vecchi e bambini.

In un cielo di stelle gialle… bianche farfalle” ridà voce a bambini e adolescenti, dalle cronache di Terezin, tra efferati delitti e la vita quotidiana nel lager documentati nelle pagine di “Vedem” (Avanguardia), un giornale fatto dai ragazzi, che scorgono da lontano la realtà misteriosa di quella “Repubblica delle Farfalle”, al diario di Arturo Finzi, ricostruito in “Ultima fermata: Auschwitz”, sulle progressive restrizioni imposte agli ebrei nell’Italia fascista dopo il 1938, fino alla destinazione finale – e fatale.

Una fiaba moderna – la storia dell’orsetto Otto e dei bambini suoi amici – narrata dallo scrittore e illustratore francese Tomi Ungerer, e i destini incrociati di Carlo, Hannah, Jacob, Émeline, Dawid – cinque ragazzi nati e cresciuti in città diverse ma tutti vittime dell’insensatezza e della crudeltà umana, costretti a lasciare le loro case, rinchiusi nei ghetti o nei campi di concentramento, privati della libertà di giocare in un parco e perfino di un fratellino, sottratto alla famiglia perché troppo gracile e malato, indifesi di fronte all’orrore di una nuova barbarie che non ha rispettato neppure l’infanzia.

Teatro di narrazione – con oggetti e musiche – per una sofferta e partecipe rievocazione di una delle pagine più nere della storia del Novecento, in uno spettacolo pensato per un pubblico di giovanissimi ( tra gli 8 e i 13 anni), struggente e poetico, per non dimenticare.

La Stagione 2017-2018 di “Teatro e Marmellata” si inserisce nel progetto pluriennale “TEATRO SENZA QUARTIERE/ per un quartiere senza teatro” 2017-2021 a cura del Teatro del Segno con la direzione artistica di Stefano Ledda – in collaborazione con la Parrocchia di Sant’Eusebio di Cagliari e con il patrocinio e il sostegno del Comune di Cagliari e della Regione Autonoma della Sardegna e l’apporto prezioso di alcuni sponsor privati.

Il progetto “TEATRO SENZA QUARTIERE/ per un quartiere senza teatro” 2017-2021 vede in prima fila, accanto al Teatro del Segno, l’Accademia Internazionale della Luce, l’ AIDI/ Associazione Italiana di Illuminazione – Sardegna, il Teatro Tages, Luna Scarlatta, Doc Servizi e CeDAC (Centro Diffusione Attività Culturali) che organizza il Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo in Sardegna.

www.teatrodelsegno.com

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