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Cantiere aperto per mesi sul bagnasciuga - Cronaca

Cantiere aperto per mesi sul bagnasciuga - Cronaca
SASSARI. Il ruolino di marcia del trasloco di Moby Dick dice che la prima tappa è il sopralluogo di oggi a Platamona, quando gli esperti inizieranno a capire come operare. Mercoledì, invece, si dovrebbe conoscere il nome della ditta che si occuperà del service funerario di Moby Dick, e che quindi dovrà dare supporto alle operazioni principali del cantiere universitario. Un lavoro che andrà avanti per qualche settimana sotto gli occhi di tutti e che vedrà coinvolti studenti e appassionati. Sulla carcassa della balenottera lavorerà un team guidato dal responsabile scientifico Marco Zedda, che sarà affiancato da vari docenti e tecnici come Stefano Rocca, Giovanni Garippa, Antonello Floris, Andrea Rotta, Renata Manconi, Nicolino Rassu e Paolo Merella. A questo zoccolo duro si aggiungeranno poi decine di altri aiutanti: da una parte il dipartimento universitario coinvolgerà gli studenti; dall’altra il Comune di Sorso ha già annunciato di aprire un dialogo con le scuole cittadine per consentire agli alunni di sentirsi parte del recupero del mammifero. L’idea del cantiere aperto è infatti di puntare molto sulla parte didattica. E perché no, anche mediatica. Permettere agli appassionati di poter curiosare e seguire le attività servirà a far conoscere a tutti i segreti nascosti della balena che da oltre cinquanta giorni giace sull’arenile di Platamona.L’accordo con l’università ha rimesso il Comune in carreggiata dopo settimane di stallo. «Siamo assolutamente soddisfatti – ha commentato il sindaco di Sorso, Giuseppe Morghen – già da domani (oggi per chi legge, ndc) ci sarà un sopralluogo in spiaggia e, tempo permettendo, i docenti e i collaboratori inizieranno a lavorare sul cetaceo già da venerdì». Secondo le stime dei due enti, per vedere Moby Dick fuori dal bagnasciuga potrebbero volerci settimane o mesi. Tutto dipende dal meteo: se sarà clemente il tempo necessario potrebbe ridursi di molto. Inoltre, lo scheletro potrebbe finire esposto entro la prossima estate. Il vero problema però riguarda lo stato attuale della carcassa. Nel senso che nessuno oggi può dire cosa ci sia sotto la sabbia. Lo scheletro è infatti quasi spolpato del tutto ed è incastonato nel bagnasciuga. «La tempistica dipende dalle condizioni metereologiche – riprende e conclude il primo cittadino – se non piove si farà un lavoro quotidiano». (s.s.)

vedi su La Nuova Sardegna









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