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Sergio, storico bottegaio di Castello: “Ormai è un rione dormitorio destinato a morire”

Sergio, storico bottegaio di Castello: “Ormai è un rione dormitorio destinato a morire”
L’insegna con la scritta “alimentari”, tutta in maiuscolo, è vecchia di decenni: tre tondi tondi, da quando Sergio Belfiori ha alzato per la prima volta la serranda dell’unico spaccio alimentare presente a Castello, in via dei Genovesi. Altri tempi, ma il destino del rione sembrava già segnato: pochi servizi, ieri come oggi, e abbandono: “Viviamo un isolamento totale, il pullman non passa più per colpa di un’impalcatura messa e lasciata lì dal Comune in via Lamarmora, gli ascensori sono sempre guasti e la Ztl da mezzanotte alle nove è un’altra follia. Non possiamo uscire da nessuna parte e presto sbarreranno un’altra uscita, quando sarà realtà il multipiano in via Cammino Nuovo”.
Nel rione dei pochissimi negozi, nessuno tenta la carta di una nuova apertura: “Chi mai lo farebbe, in un quartiere che non ha servizi e che è strangolato dall’isolamento?”, domanda Belfiori. E la risposta è decisamente scontata. Cambia soprattutto il volto “sociale” di Castello: “Prima vivevano tante famiglie, oggi marito e moglie sono fuori per lavoro dalla mattina alla sera e ritornano solo per dormire. Ecco, siamo diventati un rione dormitorio”. Con tanti saluti alla tantissima “storia” presente tra le viuzze, tra monumenti storici e case molto datate.

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