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Pesca, si rafforza l’alleanza fra Alghero e Porto Torres - Cronaca

Pesca, si rafforza l’alleanza fra Alghero e Porto Torres - Cronaca
ALGHERO. Si allarga la partecipazione all’iniziativa del consorzio pescatori Banchina Millelire impegnato a organizzare un incontro con l’assessore regionale all’Agricoltura, Pier Luigi Caria, al quale presentare la situazione della categoria che sta attraversando momenti decisamente difficili.All’incontro parteciperà anche la marineria di Porto Torres che con quella algherese affronta e subisce problemi comuni. A cominciare dai danni provocati al pescato e alle attrezzature da parte dei delfini, in consistente aumento negli ultimi tempi, alle quote di tonno rosso, del fermo biologico per la pesca dell’aragosta, la cui protezione di fatto è affidata agli stessi pescatori che debbono rigettare in mare il pescato sotto misura, 9 centimetri al carapace, all’abusivismo, fenomeno quest’ultimo ancora non preso in seria considerazione nonostante i volumi che produce, la pesca a strascico su fondali vietati, tanto per citare alcune delle situazioni che stanno rendendo difficile la vita all’interno comparto. «I colleghi di Porto Torres sono ben lieti di partecipare all’incontro che stiamo predisponendo – dice Giovanni Delrio , presidente del Consorzio banchina Millelire di Alghero –. Insieme si possono raggiungere risultati importanti per la categoria, divisi si smarriscono le forze».Tra l’altro va segnalato che il comparto dall’inizio di dicembre e fino a oggi, a causa delle condizioni meteorologiche negative, la barche sono uscite in mare soltanto due o tre volte. Decisamente troppo poche non solo per mantenere in piedi la piccola impresa, ma anche per sostenere le famiglie.Condizioni meteo marine che peraltro sono annunciate ancora avverse per alcuni giorni con l’ingresso nel quadrante di un vento di scirocco piuttosto forte.«Abbiamo serie proposte per l’assessore – aggiunge Delrio – che speriamo vengano prese in considerazione». Il pescatore si riferisce, in particolare, alla normativa vigente sulla pesca dell’aragosta che dal 30 di agosto viene interdetta per il fermo biologico per riprende il successivo mese di marzo. Normativa che riguarda esclusivamente la Sardegna visto che nel resto del territorio nazionale il crostaceo può essere pescato fino a tutto dicembre.Succede così che mentre la domanda è ancora forte nell’Isola per via del fenomeno turistico, il prodotto principe per eccellenza è bandito dalla pesca e quindi sulle tavole dei ristoranti appaiono le aragoste, vive, pescate nei mari della Sicilia. I pescatori, profondi conoscitori della materia, avrebbero da rappresentare anche la loro opinione sulla effettiva capacità di proteggere la specie da parte della normativa vigente.«Vogliamo essere ascoltati – conclude Giovanni Delrio – e se l’assessore dovesse avere difficoltà a incontrarci ad Alghero per impegni istutuzionali, siamo disposti ad andare noi a Cagliari per un confronto che, vista la drammatica situazione attuale, riteniamo non possa essere rinviato ulteriormente».

vedi su La Nuova Sardegna









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