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Gianna, badante ucraina a Sinnai: “Sardi meravigliosi e attratti dalle diversità”


Di Paolo Rapeanu

Una tra le più difficili lauree – quella in Economia – e tantissimi anni a dirigere un ristorante in Ucraina. Poi, la decisione di arrivare in Sardegna, per fare la badante: “Faccio questo lavoro per aiutare le mie due figlie, da qualche anno sono vedova”. Gianna Sotnik conosce molto bene Cagliari, visto che è una delle figure di spicco della biblioteca russofona Rodnoe Slovo, ma soprattutto Quartu Sant’Elena e, da un po’ di tempo, Sinnai: “Da un signore di 96 anni”.
Un lavoro duro, quello della badante: “24 ore su 24, mi piace prendermi cura e aiutare gli anziani, ci vuole anche pazienza”. La domenica è l’unico giorno con almeno qualche ora di “stacco” dal lavoro: “Nella biblioteca russofona mi incontro con altre signore dell’Est, parliamo e trascorriamo un po’ di tempo insieme. La lingua russa e quella ucraina, poi, incuriosiscono molti cagliaritani”. Il desiderio principale è quello di poter continuare a lavorare nell’Isola baciata dal sole. Ma non solo: “Un giorno spero di poter far venire le mie figlie qui, in vacanza”.
 

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