La Rete metropolitana si è fermata a Sant’Orsola - Cronaca

La Rete metropolitana si è fermata a Sant’Orsola - Cronaca
SASSARI. «Una Rete metropolitana che, pensandosi come una grande città, ridisegni il Nord Ovest Sardegna e metta a sistema le politiche, i progetti e le iniziative a favore dell’innovazione sociale e dello sviluppo competitivo». Un anno fa la Rete metropolitana del Nord Ovest Sardegna si presentò così. C’era l’assessore regionale della Programmazione, Raffaele Paci e i rappresentanti degli otto Comuni coinvolti: Sassari, il cui sindaco Nicola Sanna è a capo del nuovo ente di governo del territorio, Alghero, Castelsardo, Porto Torres, Sennori, Sorso, Stintino e Valledoria. In tutto, 228mila abitanti che, nelle aspettative, dovrebbero sentirsi parte di un’unica realtà urbana.

I collegamenti. Come detto più volte – molto prima e subito dopo quell’atto costitutivo che avrebbe dovuto garantire un euro a Sassari e hinterland per ogni euro sganciato per la città metropolitana di Cagliari – il primo passo dovrebbero essere i collegamenti. Che i 228mila cittadini si sentano anzitutto liberi di muoversi nel proprio spazio metropolitano, è il ragionamento. Ma tutto è fermo. In pratica, la Rete metropolitana del Nord Ovest Sardegna si è fermata a Sant’Orsola. Il quartiere solcato dalla linea ferroviaria si è trasformato in un ostacolo, non solo fisico, sinora risultato insuperabile.

Un sogno rimasto nel cassetto. Il vecchio progetto chiamato “metropolitana di superficie”, che da quasi dieci anni ha più le sembianze di un ultramoderno trenino turistico che dall’emiciclo gigioneggia senza troppo senso sino alla stazione e viceversa, in teoria doveva connettere Sassari con il suo hinterland, ma anche con Alghero, con l’aeroporto, e poi doveva connettere Alghero con l’aeroporto. Il disegno era grande, ma è rimasto in un cassetto. Per fortuna è tutto scritto, nero su bianco, tutto rintracciabile dal sito istituzionale del Comune di Sassari, dove c’è copia digitale del Pum, il Piano urbano della mobilità. Quel documento, scritto da addetti ai lavori che avevano seguito dall’inizio la rivoluzione mancata del traffico a Sassari, è stato approvato nel 2008 da palazzo Ducale. Da allora è lettera morta, e adesso rischia di essere soppiantato da un progetto sicuramente più costoso e che la sua maggiore efficacia la deve dimostrare.

Il Pum. La parola d’ordine del Pum era: elettrificazione della linea ferroviaria Sassari-Sorso. Tempi e costi di realizzazione minimi, benefici enormi e la possibilità di tenere in piedi il vecchio progetto di collegare, un giorno, Sassari con l’aeroporto. Tempo fa, incontrando gli abitanti di Sant’Orsola, Nicola Sanna aveva annunciato il varo del progetto per la metropolitana. Il progetto in rampa di lancio sarebbe difforme da quello votato nel 2008 e sarebbe esclusiva farina del sacco di Arst. La notizia ha messo in agitazione ampi settori dell’economia cittadina e del territorio.

Il commercio. In primis il commercio, la cui sorte dipende in gran parte da scelte strategiche come quelle sulla mobilità. I settori produttivi che già si sono sentiti esclusi, del tutto o quasi, dai ragionamenti su ztl e piste ciclabili, sono sul piede di guerra. Nessuno considera le novità un male in sé, ma serve più concertazione. «Perché la Sassari-Sorso non diventa tranvia?», ci si chiede. Implicitamente, ci si interroga sul motivo per cui, al posto di quest’operazione a basso costo e a bassissimo impatto, ci si orienti su un progetto che, continuando a puntare sulla linea ferroviaria, richiede sovrappassi e altre infrastrutture che consumerebbero una buona parte dei 35 milioni a disposizione del progetto.

La proposta della tranvia. Al contrario, l’elettrificazione della tratta sarebbe il primo embrione del progetto su cui fonda la rete metropolitana, consentendo di arrivare dal centro di Sorso al centro di Sassari e a tutti i suoi servizi, dagli ospedali agli uffici pubblici, dalle scuole all’Università, liberando le strade dal traffico pubblico e privato all’ingresso di Sassari nelle ore di punta. La trasformazione della ferrovia Sassari-Sorso in tranvia eliminerebbe i vincoli dell’infrastruttura ferroviaria, che di fatto è da sempre una barriera fisica all’espansione e all’integrazione tra i vari comparti di un quartiere, ossia Sant’Orsola Nord, Sant’Orsola Sud e Sant’Orsola Storica: la tranvia risponde alle semplici regole del codice della strada, l’eliminazione dei vincoli garantirebbe la connessione, stradale, fisica e sociale, fra i vari comparti. Si semplificherebbe, tra l’altro, l’espansione in un secondo momento della rete tranviaria verso Li Punti, perché per andare da un estremo all’altro di Sant’Orsola non ci sarebbe più bisogno di attraversare Santa Maria di Pisa e Sant’Orsola Nord e si eviterebbe di sottoporre le strade a lavori impattanti e onerosi, a iniziare dalle infrastrutture di sovrappasso della ferrovia per Sorso.

I vantaggi del risparmio. Risparmiare garantirebbe più risorse al progetto, mai attuato, per togliere dall’isolamento Sassari 2 e Monte Rosello col completamento della rete tranviaria in direzione di Latte Dolce, lungo la direttrice Buddi Buddi – Baldedda. Quando si parlò di valorizzazione del tessuto urbano e del centro cittadino, compresa la sua economia, tali considerazioni ebbero il sopravvento e tutti questi elementi sono nel Piano urbano della mobilità. Approvato nove anni fa e mai attuato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

vedi su La Nuova Sardegna



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