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Due barboni litigano per una donna - Botti e scontri a Sassari

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SASSARI. Ha rischiato di degenerare l’altra notte una lite tra alcune persone senza fissa dimora che occupano gli ambienti di via XXV Aprile dove si trova il cantiere per il centro intermodale. Emarginazione, forse anche l’abuso di alcol e una condizione di disagio evidente hanno innescato uno scontro pericoloso che è stato risolto dall’intervento degli agenti della polizia locale prima che la situazione potesse peggiorare ulteriormente. A fare scattare l’allarme, una donna (anche lei senza fissa dimora) che correva per strada e a un certo punto ha chiesto l’intervento di una pattuglia impegnata in un posto di controllo in Porta Sant’Antonio. «Mi hanno messo le mani addosso», ha raccontato. E ha indicato uno degli ospiti, un ragazzo della Costa d’Avorio di 27 anni, come l’autore della tentata violenza sessuale. Quando gli agenti sono arrivati in via XXV Aprile hanno trovato una situazione esplosiva, con altri tre (tra quali il compagno della donna, tutti sassaresi e fortemente alterati dall’alcol) che fronteggiavano l’extracomunitario. La lite è stata risolta prima che i quattro potessero provocarsi lesioni gravi. Nel frattempo la donna è stata accompagnata al pronto soccorso con una ambulanza del 118: i medici hanno escluso lesioni e segni di violenza più in generale. É stata quindi registrata con un codice verde. Invitata a presentare denuncia per l’aggressione, la donna non si è finora presentata negli uffici della polizia locale. Gli altri sono stati denunciati per occupazione arbitraria di immobili del Comune.L’episodio, però, è un campanello d’allarme. Le liti nell’area dove deve sorgere l’ex centro intermodale di via XXV Aprile infatti sono ormai all’ordine del giorno. Più volte ci sono stati interventi per sgomberare le aree occupate da sbandati e senza tetto, quasi tutti con problemi di alcol e droga. Una popolazione mista tra locali e stranieri (di varie nazionalità) che riescono a creare nuovi varchi e a infilarsi all’interno degli immobili dove vivono in condizioni di grave precarietà. E in quegli ambienti scoppiano scontri, il più delle volte per futili motivi che coinvolgono più persone che si schierano da una parte o dall’altro. A comandare, purtroppo, sono alcol e droga che trasformano persone in esseri senza controllo. E finora è andata bene.Le operazioni effettuate per mettere in sicurezza l’area hanno funzionato solo in parte, perché dopo brevi periodi le persone sono ritornate a occupare gli stessi spazi. I lavori del centro intermodale - tra l’altro - non sono mai realmente partiti perché dopo una lunga fase di stallo sono state avviate le tipizzazioni del terreno (per le bonifiche da eseguire) e quindi il cantiere risulta ancora accessibile dall’esterno.

vedi su La Nuova Sardegna












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