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«Mio fratello ucciso per la seconda volta» - Cronaca

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SORSO. «Giovannino è stato ucciso per la seconda volta, anzi per la terza, perché quando cinque anni fa è stato accoltellato come un cane davanti a tutti nella piazza principale di Sorso mio fratello era già da un pezzo un uomo morto».Non si dà pace Pinuccia Delogu, 60 anni, trapiantata a Como dal 1974 ma ancora profondamente legata al paese della Romangia in cui la sera del 21 ottobre del 2012 si è consumata la tragedia che le ha portato via un fratello che lei considerava come un figlio. Pochi giorni fa i giudici della corte d’assise d’appello di Cagliari hanno ridotto da 14 anni e 8 mesi a otto anni di reclusione la condanna a Sabrina Glino, la 45enne sassarese accusata di omicidio volontario per aver inferto una coltellata mortale a Delogu davanti agli occhi dei carabinieri intervenuti per sedare una rissa nata tra l’uomo e la donna per futili motivi. La sentenza della corte d’assise d’appello di Sassari era stata annullata a dicembre dello scorso anno dalla Cassazione che aveva accolto il ricorso degli avvocati Marco Palmieri ed Elena Casula e del procuratore generale Sergio De Nicola e rinviato per un nuovo giudizio alla corte d’assise di appello di Cagliari. I difensori di Sabrina Glino avevano presentato tre consulenze psichiatriche che avevano confermato uno stato di parziale incapacità dell’imputata e sostenuto la tesi della provocazione. «Giovannino era già morto venti anni prima che lo uccidessero in piazza Bonfigli - racconta in lacrime la sorella - lavorava a Firenze come operaio e 20 anni fa venne investito insieme a un amico da un giovane che risultò drogato e ubriaco. L’amico morì sul colpo, mentre mio fratello rimase un anno in come - aggiunge la donna - l’investitore se la cavò con la sospensione della patente per tre mesi». Uscito dal coma Giovannino Delogu dovette affrontare decina di interventi chirurgici, ma non tornò mai la persona di un tempo. «Non era più lui - spiega Pinuccia Delogu - io l’ho accudito per anni come un figlio, poi tornò a Sorso ma la maggior parte della gente non lo accettò. So che lo prendevano in giro e se si ribellava dicevano che era un violento. Ma Giovannino - continua la sorella - era solo una persona che aveva bisogno di aiuto. Grazie alla riduzione della pena chi lo ha ucciso senza una ragione tra poco uscirà dal carcere - conclude la donna - ma a Giovannino nessuno ha mai fatto sconti».©RIPRODUZIONE RISERVATA

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