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Viaggio nella storia con le vecchie fontane - Cronaca

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SANTA MARIA COGHINAS. Uno dei meriti dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Pietro Carbini è stata quella di valorizzare fin dal suo primo mandato il paesaggio rurale e campestre, con annessi beni architettonici e monumentali, ricadenti nel territorio che amministra. Infatti, nel 2015, erano stati spesi 80mila euro per il recupero dei fontanili di “G. Morosa”, “Pedrilonghi”, “Vignula”, “La Pischinazza”, risalenti ai primi del Novecento e contestualmente erano stati effettuati dei lavori per il recupero di alcuni tratti di recinzioni in muretti a secco, e di alcune sentieri rurali utilizzati nella transumanza che ricadono nell’agro delle frazioni di Biddanoa, Buroni e Multa Bianca. I lavori erano stati totalmente a carico del bilancio comunale, e avevano previsto tra l’altro, la pulizia e la rimozione dei rifiuti presenti nelle aree circostanti agli interventi, la rimozione di rami secchi, rovi, e la pulizia delle strade di accesso alle fontane, con la manutenzione periodica di tutti gli interventi e le opere che sono state realizzate.Oggi, l’intervento di restauro e manutenzione sui fontanili, che è stato necessario per evitare che si perdessero questi beni di grande valore archeologico e culturale legato al territorio, sono diventati funzionali ai contadini e ai pastori che ancora li utilizzano sia per irrigare i campi coltivati sia come abbeveratoi per i bestiami. Infatti, in alcune parti dell’agro sono del tutto assenti le condotte del consorzio di Bonifica. Giulio Favini

vedi su La Nuova Sardegna









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