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Premio al medico che ha raccontato la storia di Luca - Cronaca

PORTO TORRES. Sulla morte di Luca, il boy scout che aveva combattuto con dignità e un sorriso disarmante la battaglia contro la leucemia, una tragedia che sconvolse familiari e l’intera comunità locale per il piccolo Luca, lo zio e medico Giovanni Manca ha voluto raccontare i giorni interminabili a fianco al bambino nel reparto delle vite sospese di Genova. Un racconto lucido, commovente ed emozionante, dove lo scrittore si scontra con il male che ha portato via un bambino speciale. La giuria della trentottesima edizione del premio letterario “Flaminio Musa”, istituito dalla Lilt di Parma, alla sezione medici ha tributato il primo posto all’opera che Manca ha scritto per il nipotino. «Te lo sei portato via una notte di primavera a Genova – scrive nel racconto –, una notte fredda, nuvolosa, senza stelle. Sei venuto a prenderlo in una clinica dedicata ad una bambina, una clinica dove i bambini non dovrebbero mai morire. Te lo sei portato via senza ripensamenti, senza tentennamenti, senza nemmeno voltarti, senza nemmeno renderti conto del dolore che causavi, del vuoto che creavi, incolmabile, incommensurabile. Un dolore sordo, continuo, una pena senza fine».Il medico ricorda quella sala rianimazione dove non si vedeva il mare, il cielo e neanche il sole, ma esprime anche una certezza: non si dimenticare mai chi si ama veramente. «Non avere paura di volare, di lasciarti cullare dal vento, di scaldarti con i raggi del sole, di sognare tra le stelle. Nelle notti di primavera, quando la malinconia diverrà più acuta, quando la sentirai meno sopportabile, quando ti sentirai solo, vienici a trovare. Magari in un’altra dimensione, forse in quella dei sogni, dove sarà più facile incontrarci e sarà bello stare insieme». (g.m.)

vedi su La Nuova Sardegna












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