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Cagliari, ci pensa ancora Faragol: ora è il nuovo idolo dei tifosi rossoblù

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Dopo la rete col Benevento Faragol regala anche la vittoria con il Verona ed entra definitivamente nel cuore dei tifosi rossoblù. Eppure quanti improperi si era preso fino a non poco tempo fa! Uno dei pochi acquisti fatti con criterio dal Cagliari negli ultimi tempi (pagato il giusto in conseguenza di un ottimo campionato e mezzo giocato in B col Novara, dove si era rivelato fra i giocatori migliori dell’intera serie B), il calabrese emigrato in Piemonte era stato trascurato da Rastelli quando non esposto a figuracce perché impegnato in ruoli non suoi. E i fischi impietosi non si erano fatti attendere.

Restituito alle sue mansioni abituali, Faragò ha dimostrato di essere tutt’altro che inutile come dimostrano le ultime due apparizioni casalinghe. Il Cagliari centra dunque dopo quella col Benevento un’altra vittoria contro le “inguardabili” e sistema così una classifica che al 5’ del primo tempo cominciava seriamente a scricchiolare. Colpa del gol di Bruno Zuculini, uno che fino a ieri non aveva segnato mai, il più ignoto dei fratelli Zuculini che già non godono di grande celebrità. Oltretutto l’ineffabile Cigarini, promosso chissà perché a battere tutti i calci piazzati senza azzeccarne uno dalle guerre puniche, poco dopo lo 0-1 è riuscito a sbagliare il terzo rigore sui quattro calciati dal Cagliari in questo avvio di stagione (Farias e Sau i compagni di sventura), per cui c’era poco da ridere sugli spalti. Fortuna ha voluto che il Verona abbia confermato in pieno la classifica scarna con cui si è presentato. Per niente galvanizzata dal vantaggio e dal macroscopico errore dal dischetto degli avversari, la squadra di Pecchia ha giocato alla viva il parroco, limitandosi a rinvii affannosi dei difensori, senza riuscire mai a imbastire un’azione degna di questo nome.

Stando così le cose anche un Cagliari per niente trascendentale, con Pavoletti in versione “palla al piede” (un controsenso per lui che in genere la prende solo di testa), ha potuto pian piano leccarsi le ferite e sistemare la faccenda. Prima pareggiando con Ceppitelli (sul come applaudo il grande Renato Zaccarelli che ha dichiarato su Sky “Ceppitelli ha segnato a sua insaputa”) e nel finale raddoppiando col ribattezzato Faragol dopo un gentile omaggio di Suprayen, uno dei tanti inguardabili scesi in campo con gli scaligeri. Il Cagliari a quel punto non aveva più Lopez in panchina, espulso e sostituito da Fini che si è rivelato tra l’altro un portafortuna. Giusto prima del fischio finale il neo entrato Farias si è reso protagonista dell’ennesimo atto di egoismo della sua carriera: con Pavoletti tutto solo al centro dell’area a porta vuota, ha visto bene di sbagliare il più facile dei palloni mettendolo tra le braccia del portiere del Verona Nicolas. Se il compagno lo ha poi rincorso negli spogliatoi per chiarirgli qualche concetto non è dato sapere. Ma per quel che vale avrebbe avuto la piena solidarietà di molti tifosi rossoblù inviperiti.

Volendo chiosare  si possono ricordare altre due mosse che sono state decisive per il Cagliari. Il misterioso fischio dell’arbitro Guida che ha vanificato il gol di Pazzini sull’1-1 (a coronamento per la verità dell’unica azione degna di nota degli ospiti). E la decisione di Pecchia, allenatore nato in bilico, di togliere proprio Pazzini, unica punta, quando mancavano 8 minuti alla fine per sostituirlo con un centrocampista. Da quel momento, sapendo di non doversi guardare le spalle, il Cagliari ha avuto un’autostrada per cercare il gol- vittoria che è puntualmente venuto. Avrete capito che non è stata una prova trascendentale quella fornita dai rossoblù, ma una squadra che veniva da sei sconfitte nelle ultime sette partite non era certo nelle condizioni di offrirla in quei termini. Il Cagliari può e deve gioire per questo successo che rimette un po’ di cose a posto in classifica. E se è in una situazione di relativa tranquillità in un periodo in cui non incanta, chissà dove potrà arrivare quando darà il meglio.

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