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Volevano arrestarlo, era in overdose - Cronaca

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SASSARI. La storia di un uomo sassarese ricoverato in gravi condizioni nel reparto di rianimazione del “Santissima Annunziata” a seguito di una overdose di eroina si intreccia con la vicenda del furto della statua della Madonnina di Fatima dalla chiesa del Cuore Immacolato e di un crocifisso da quella di Santa Caterina. Quando gli agenti della polizia locale sono andati a casa del 39enne sassarese - sospettato del furto - per la perquisizione autorizzata dal magistrato, l’hanno trovato disteso sul letto in coma a seguito di una overdose. Immediati i soccorsi degli operatori del 118 che sono riusciti a rianimarlo e lo hanno poi trasportato in ambulanza in ospedale dove è appunto ricoverato con prognosi riservata. Bastava un ritardo di qualche minuto e l’uomo non ce l’avrebbe fatta. L’intuizione investigativa degli agenti della polizia locale, quindi, potrebbe essere stata determinante per salvare la vita al 39enne che nel frattempo è stato denunciato per furto e ricettazione di oggetti sacri. La Madonnina e il crocifisso, nel frattempo, sono tornati al loro posto nelle due chiese dalle quali erano stati rubati: un sassarese (che ha voluto restare anonimo) li ha infatti acquistati dal ricettatore e poi riconsegnati ai sacerdoti delle due parrocchie.La storia. La statua della Madonnina di Fatima era sparita dall’altare della chiesa del Cuote Immacolato a Monte Rosello venerdì scorso. Rubata durante il giorno e il parroco don Tonio Sau aveva lanciato un appello attraverso la Nuova Sardegna: «Spero con tutto il cuore che chi ha commesso il gesto trovi il modo per restituire la statua della Madonna alla nostra comunità». Nel frattempo era sparito anche un crocifisso dalla chiesa di Santa Caterina.Le indagini. Gli agenti della polizia locale guidati dal comandante Gianni Serra, impegnati in una attività che riguardava anche altri furti, hanno acquisito informazioni sul fatto che l’autore di altri furti già scoperti potesse anche essere il responsabile dei blitz nelle due chiese.La perquisizione. Gli agenti hanno chiesto e ottenuto dal pm Giovanni Porcheddu il mandato di perquisizione domiciliare che però non è stato possibile eseguire giovedì perché l’uomo era ricoverato in ospedale, sempre per un problema legato all’assunzione di droghe. Ieri mattina alle 8 il secondo tentativo. In casa non ha risposto nessuno e a quel punto è stato deciso un accesso coattivo. E il 39enne è stato trovato sul letto, ormai in coma. Sono stati gli stessi agenti della polizia locale ad allertare il 118, poi i drammatici soccorsi del medico e il trasferimento in ospedale dove l’uomo è attualmente ricoverato in gravi condizioni.La refurtiva. In casa la refurtiva non c’era e gli accertamenti successivi hanno permesso di ricostruire l’altra parte della storia. Dalle indagini, infatti, è emerso che l’uomo aveva prima contattato il parroco e gli aveva proposto di impegnarsi - dietro compenso - per il recupero della statua della Madonnina rubata. Il sacerdote lo aveva invitato a riportare la Madonnina in chiesa, anche in forma anonima. Ma non ha ricevuto risposta.Il mercato. Il 39enne infatti avrebbe scelto la via della vendita libera. Diversi testimoni lo hanno segnalato nella zona del mercato di Sassari mentre si aggirava con la statua e il crocifisso per cercare di venderli al miglior offerente. Una operazione che non è riuscita, perché tutti hanno capito che si trattava di materiali provenienti da qualche furto commesso in chiesa.L’anonimo. Un signore sassarese ha accettato la trattativa diretta con il venditore e con poche decine di euro è riuscito a farsi consegnare la Madonnina e il crocifisso. Poi ha provveduto a restituire gli oggetti sacri al parroco del Cuore Immacolato e a quello del Duomo (dal quale dipende Santa Caterina). ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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