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Un milione dal Mise all’Unione dell’Anglona - Cronaca

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PERFUGAS. Il ministero per lo Sviluppo economico ha approvato la proposta progettuale presentata dall’Unione di Comuni dell’Anglona per un finanziamento di 1.040.598 euro. Il progetto tiene conto dell’esigenza di riutilizzare il residuo del finanziamento del Patto territoriale dell’Anglona concesso dal Mise e utilizzato da attività imprenditoriali del territorio, soprattutto turistiche ma anche per la produzione e commercializzazione di prodotti agricoli (mini caseifici) e della pesca.Dell’importo complessivo del finanziamento, per rinunce ed economie diverse, sono avanzati dei residui per i quali il ministero ha concesso una proroga nella spendibilità a fronte della rimodulazione di un progetto che tenesse in considerazione lo spirito originario del finanziamento, incentrato cioè a favorire lo sviluppo di attività imprenditoriali nei settori chiave del territorio e mirato alla valorizzazione delle risorse locali. Il sindaco di Tergu, Gianfranco Satta, su delega dell'Unione dei Comuni, si è occupato di recuperare le risorse ormai in perenzione e a rischio di definanziamento. «Si è cercato di capire come le attività a suo tempo avviate o potenziate potessero trarre ulteriori benefici da nuovi investimenti – spiega Satta – per questo la soluzione progettuale individuata si snoda attraverso quattro azioni specifiche tra loro integrate e precisamente una rete stabile di infrastrutturazione wireless per connettere il territorio con la banda larga, una rete di infrastrutture disposte nel territorio dei Comuni aderenti al patto “Anglona Verde” per diffondere e potenziare il flusso turistico in quei luoghi dell’Anglona che solo ultimamente stanno prendendo coscienza delle potenziali attrattive del proprio territorio ricco di emergenze monumentali, archeologiche e naturalistiche». Sarà insomma realizzata una piattaforma che metta in evidenza la distribuzione, la qualità, l’accessibilità delle risorse ambientali e culturali, materiali e immateriali del territorio, lo stato e la possibilità di fruizione, l’offerta di accoglienza e la qualità e distribuzione dei servizi al visitatore, i punti di confezione e vendita dei prodotti locali, con particolare attenzione a quelli primari (agricoltura e pesca) ma anche artigianali tradizionali. Infine è prevista la diffusione a rete nel territorio di piccole infrastrutture legate alla mobilità lenta come ciclovie, ippovie, trekking, pet terapy, ecc. «Il 9 ottobre scorso - precisa Satta - il Comune di Castelsardo ha comunicato all’Unione dei Comuni dell'Anglona la volontà di uscire dall'Agenzia e quindi dal progetto territoriale. Questo obbliga l'Unione ad un'ulteriore rimodulazione del progetto con l'esclusione del territorio di Castelsardo dagli interventi”. Mauro Tedde

vedi su La Nuova Sardegna









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