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Banari, un pozzo per combattere la siccit infinita - Cronaca

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BANARI. Lo scorso maggio la giunta comunale aveva dichiarato lo stato di emergenza e calamità naturale, a seguito del perdurare della siccità nell’intero territorio di Banari, e ora, a causa del protrarsi di una stagione siccitosa che non dà tregua, e che sta creando enormi problemi, soprattutto nel mondo delle campagne, il Comune cerca di tamponare il problema andando a scavare un pozzo che possa dare un minimo di sollievo alle aziende agricole del territorio. E’ quanto risulta dalla determinazione del responsabile del settore Tecnico che, in attuazione di una ordinanza urgente del sindaco, ha esperito la procedura di gara per l’affidamento dei lavori. L’incarico è andato alla ditta “Acquanostra” di Sassari, che per una spesa di 12mila euro procederà alla perforazione di un pozzo su una falda individuata in precedenza da un tecnico incaricato. I lavori prevedono: l’accantieramento e la gestione dei fanghi e detriti risultanti dalla trivellazione; la perforazione per un diametro di 260 mm. per i primi 6 metri dal piano campagna con rivestimento in tubazione d’acciaio e realizzazione della piattaforma da 80x80 e del tappo di chiusura della bocca del pozzo al fine di metterlo in assoluta sicurezza, la ulteriore perforazione del diametro di 230 mm., fino alla profondità di 120 metri, il rivestimento del pozzo in pvc o polipropilene atossico, tutte le opere annesse e connesse.L’opera viene eseguita con il finanziamento concesso dall’Unione dei Comuni del Meilogu, che con una delibera del 1 agosto scorso, aveva stanziato di 550mila euro da ripartire fra i 15 comuni per lo svolgimento di attività relative alla protezione civile. Con lo stesso atto erano stati individuati gli ambiti prioritari su cui programmare gli interventi: l’efficientamento dei servizi inerenti la campagna antincendio, l’esecuzione di alcuni interventi di prospezione e ricerca idrica al fine di alimentare dei serbatoi di accumulo idrico, da posizionarsi in punti strategici dell’abitato, la manutenzione straordinaria di alcuni tratti di viabilità rurale a frequente percorrenza dei mezzi di protezione civile.Con quei fondi, i comuni aderenti all’Unione hanno previsto e realizzato diversi interventi di prevenzione degli incendi, di miglioramento della viabilità rurale, di captazione di risorse idriche utili sia per la campagna antincendi, che per venire incontro all’atavica sete che attanaglia le campagne del Meilogu.Fra gli altri, ad esempio, il Comune di Cossoine, con un provvedimento di somma urgenza, aveva deliberato la trivellazione di due nuovi pozzi, per individuare nuove fonti di approvvigionamento idrico ad uso zootecnico e antincendio. Il Comune di Siligo, dal canto suo, aveva destinato il contributo di 47mila euro concesso dall’Unione dei Comuni, alla pulizia delle strade rurali, all’installazione di un sistema di video sorveglianza nel centro urbano, al miglioramento della percorribilità della strada denominata di “Zia Nicola”.

vedi su La Nuova Sardegna












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