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SASSARI, Istituzioni puntano a redistribuzione degli immigrati in altri comuni. Chiesta chiusura del centro Pime

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Dopo la rissa, con pietre e bastoni, di ieri mattina, nel quartiere di Santa Maria di PisaSassari, tra alcune decine di senegalesi, ospiti del Pime in via Solari, e ragazzi del quartiere, era intervenuto anche il sindaco della città, Nicola Sanna, che si era impegnato al “necessario rafforzamento delle azioni di controllo a tutela dell’incolumità di tutti, residenti e migranti e siamo impegnati  per regolare la coabitazione tra la cittadinanza sassarese e i migranti o rifugiati”.

Anche il Primo cittadino, però, si era visto costretto improvvisamente a riconoscere che “la presenza di migranti sul territorio è oggettivamente superiore al numero previsto dall’accordo recentemente sottoscritto da Anci e Ministero dell’interno” ed a chiedere lariduzione delle presenze sul territorio comunale, “confidando anche nella disponibilità all’accoglienza degli altri comuni della Provincia”, ha detto Sanna.

Martedì scorso, a Sassari,  si è riunito il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza, al quale hanno partecipato Comune, Prefettura e Forze dell’ordine, ed anche il prefetto Marani, preso atto della situazione in città, ha evidenziato la necessità di un’accoglienza diffusa, coinvolgendo altri comuni isolani. Ovviamente, non sono tutti d’accordo ed il Comitato cittadino “No ai centri di accoglienza” ha organizzato per sabato 4, alle 18, un presidio in piazza Dettori (dove è scoppiata la rissa di venerdì scorso) per portare la solidarietà al quartiere di Santa Maria di Pisa e per chiedere la chiusura immediata del centro Pime, dove sono ospitati i senegalesi protagonisti della rissa.

“E’ una situazione sotto controllo – ha commentato Andrea Farris, coordinatore cittadino di CasaPound – I cittadini che hanno raccontato di continui episodi di violenza, di prostituzione e di spaccio non sono pazzi visionari. Crediamo che l’unica soluzione per calmare gli animi sia una chiusura immediata della struttura del Pime, come peraltro richiesto a gran voce dai rappresentanti del quartiere presenti alla nostra assemblea. Con il Comitato abbiamo indetto un presidio di solidarietà per i cittadini di Santa Maria di Pisa colpiti dal disagio dovuto al centro di accoglienza e vittime di questo business dell’accoglienza che arricchisce pochi e danneggia i quartieri più poveri della città”.

Anche Forza nuova chiede la chiusura del centro d’accoglienza ospitato al Pime: “La gravissima rissa è l’ennesima dimostrazione del fallimento della politica di accoglienza – ha detto Gianluca Sechi, responsabile provinciale – Finora in città ci si è limitati ad aprire centri di accoglienza, nei quali stipare in massa e con pochi controlli immigrati e richiedenti asilo, a scapito del decoro dei quartieri e soprattutto della sicurezza dei cittadini, la misura è colma ed occorrono azioni chiare ed incisive, a partire dalla chiusura del Pime. Sassari è stata trasformata dalla sinistra al potere in un ghetto per immigrati, senza futuro né reali prospettive di integrazione, mentre è stata del tutto sacrificata la legittima richiesta dei cittadini di maggiore sicurezza e di riqualificazione dei quartieri periferici”. (red)

(admaioramedia.it)

 

Fonte: Admaioramedia









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