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Pesca abusiva a Tavolara: interviene la Guardia costiera

L´operazione dei militari della Capitaneria di porto di Olbia è stata mirata alla repressione di comportamenti illeciti inerenti la pesca abusiva di ricci nell´Area marina protetta di Capo Coda Cavallo

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OLBIA - Questa mattina (lunedì), gli uomini della Capitaneria di porto–Guardia costiera di Olbia hanno individuato e sanzionato un pescatore abusivo di ricci di mare a Porto San Paolo, all’interno dell’Area marina protetta di Tavolara–Capo Coda Cavallo. La segnalazione è pervenuta direttamente dal presidente dell’Amp ed immediatamente il direttore marittimo, capitano di Vascello Maurizio Trogu, ha disposto l’uscita via mare della motovedetta Cp2216 e via terra di una pattuglia specializzata.

I militari, appena giunti in zona, grazie alla collaborazione del Corpo forestale e di vigilanza ambientale della Regione Sardegna, ha localizzato il pescatore ancora in acqua intento al recupero delle ceste con i ricci appena pescati, accertando e contestando una serie di violazioni. Infatti, l'uomo stava pescando senza la prevista autorizzazione dell’Area marina protetta, ma soprattutto in tempi vietati, atteso che la pesca al riccio di mare non è stata ancora aperta.

Il controllo ha permesso di scongiurare un danno ambientale, poiché le colonie di echinodermi sono in grande sofferenza in tutti gli areali del Mar di Sardegna ed è un elemento che, per la salvaguardia dell’ambiente e per la sostenibilità futura della filiera, non può essere trascurato. Si è proceduto pertanto a sequestrare circa 500 ricci per violazione della legge. Inoltre, è stato elevato un verbale amministrativo per l’ammontare complessivo di 4mila euro.

Successivamente, è stata effettuata la certificazione della specie ittica e la verifica di vitalità del pescato che è stato restituito al proprio habitat mediante la reimmissione in mare all’interno dell’Amp. L’attività si inquadra in una più ampia serie di controlli ambientali e sulla filiera ittica effettuati quotidianamente dal personale della Capitaneria di porto di Olbia e che proseguirà nelle prossime settimane per la tutela della salute pubblica e della fauna marina, vigilando sulla corretta applicazione della normativa in materia di pesca per reprimere eventuali altre attività illecite.

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