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Il sindaco: nessun razzismo dietro la lite - Cronaca

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SASSARI. «Abbiamo notizie certe che la lite sia sfociata per futili motivi e non per problemi di coesistenza fra cittadini sassaresi e ospiti del Pime». Così il sindaco Nicola Sanna, che da una parte rassicura i residenti e dall’altra derubrica lo scontro di ieri a Santa Maria di Pisa a “lite per futili motivi”. «Sappiamo – continua Sanna – che la polizia locale è intervenuta tempestivamente a supporto della polizia di Stato e dei carabinieri e ne confermiamo l’impegno in sinergia con le altre forze dell’ordine. La situazione è monitorata, perciò vogliamo rassicurare gli abitanti del quartiere. Sebbene non riteniamo che si tratti di un episodio di intolleranza, vogliamo sottolineare che l’obiettivo dell’amministrazione è quello di favorire il dialogo fra residenti e migranti, e far sì che i progetti di accoglienza vadano a buon fine».Posizione rimandata al mittente dal coro unanime delle opposizioni. «Il tema della sicurezza in città ha ormai assunto un rilevanza importante – attaccano Boscani, Manca e Murru del M5S – e da noi non sono mancate sollecitazione verso l’attuale amministrazione dal nostro insediamento fino alle recenti richieste, solo parzialmente accolte di avere in audizione anche il questore oltre al comandante della polizia municipale proprio in un’ottica di coordinamento e di politiche integrate di sicurezza. É certo che questo argomento va necessariamente studiato e approfondito di pari passo con le politiche di accoglienza e di integrazione, spesso sono proprio le carenze e le debolezze sotto questo aspetto che possono generare fenomeni come quelli accaduti. Servono politiche locali di prevenzione che partano dal rafforzamento del ruolo dei comuni e dei rapporti di collaborazione più stretti tra le diverse istituzioni».«Il gravissimo fatto accaduto nel quartiere di latte dolce non è altro che la punta di un iceberg di un malessere diffuso che c’è in città – attacca Giancarlo Carta di FdI – La politica buonista del Pd e dell’accoglienza indiscriminata e senza regole sta fallendo miseramente. I nostri concittadini esigono che questi migranti rispettino le regole di civile convivenza. E dalle autorità comunali e statali si attendono che garantiscano loro la massima sicurezza». «Questa – sottolinea Manuel Alivesi di Fi – non è l’accoglienza che noi vogliamo. Che deve essere, come dice il Papa, ordinata e controllata. Questo è un imbroglio. Persone stipate, lasciate allo sbando, a caricare di problemi quartieri e cittadini che altri problemi non hanno davvero bisogno. Facendo così può succedere qualsiasi cosa, e purtroppo sta iniziando a succedere».«Quanto è accaduto – dice il consigliere regionale del Psd’Az Marcello Orrù – è gravissimo. La sinistra ha trasformato la nostra città in un ghetto per migranti creando degrado e portando insicurezza tra i nostri concittadini. Queste sono le drammatiche e tristi conseguenze. Ora è venuto il momento di ripulire Sassari e rispedire al proprio paese d'origine chi non è più il benvenuto. È più che mai necessario riportare ordine e sicurezza in città, i sassaresi non ne possono davvero più».In campo anche la sezione sassarese di CasaPound: «Lo scoppio di tensioni sociali era nell'aria da mesi come da noi denunciato in più di un’occasione -afferma Andrea Farris, coordinatore cittadino di CasaPound Italia -, invece si continuano ad aprire centri di accoglienza in quartieri già ricchi di problemi come emergenza abitativa, disoccupazione e degrado».

vedi su La Nuova Sardegna












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