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Botte tra stranieri, ora la gente ha paura - Cronaca

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SASSARI. Ancora una rissa, ancora sangue e paura, ancora coltelli e bottiglie spaccate che diventano armi. Succede in pieno giorno, in via Al Duomo, a pochi passi dal Corso con le vetrine ancora illuminate e i bambini che giocano per strada. Succede sempre più spesso in quella zona della città, quando l’alcol fa perdere la ragione e uno sguardo di troppo fa scattare la scintilla. Dopo l’ennesimo episodio di violenza - la rissa scoppiata martedì sera in via Al Duomo tra un senegalese e due nigeriani - gli abitanti e i commercianti della zona lanciano l’ennesima disperata richiesta d’aiuto e questa volta intervengono anche i rappresentanti della due comunità africane per tentare di riportare la calma. Regolamento di conti. A una settimana di distanza dall’arresto del 26enne senegalese, che aveva prima aggredito i passanti e poi si era scagliato contro gli agenti della squadra volante, due sere fa la violenza è esplosa all’interno di un locale gestito da cittadini nigeriani. Un vero e proprio regolamento di conti, interrotto fortunatamente dall’arrivo degli agenti della polizia locale. «Non se ne può più - commenta Mario Piras l’orologiaio di via Al Duomo - la gente ha paura di passare davanti a quel locale, la sera potrei anche non aprire la mia attività perché i miei clienti sono impauriti e stanno lontani da questa zona». La gente ha paura. Da tempo gli abitanti del Corso basso chiedono più controlli e più sicurezza e proprio in questi giorni il Comune sta provvedendo ad aumentare l’illuminazione pubblica in via Al Duomo, ma forse serve qualcosa di più. «Questa zona è diventata un ghetto - commenta lo storico pizzaiolo di piazza Mazzotti Bruno Giordano - però la politica continua a non fare niente per migliorare la situazione». Le indagini. Intanto gli agenti della polizia locale stanno cercando di risalire all’identità dell’uomo che martedì dopo aver ferito i due cittadini nigeriani è riuscito a dileguarsi in compagnia di una bambina di circa tre anni che ha assistito all’aggressione. Durante la fuga l’uomo è stato ripreso dalle telecamere della videosorveglianza e questo aiuterà certamente all’identificazione. L’appello alla calma. E per tentare di placare gli animi intervengono i rappresentanti delle due comunità coinvolte. «Chi dice che il Corso non è a rischio non dice la verità - ammette Lamin Sene Amadou, eletto un anno fa alla guida della comunità senegalese - l’arrivo di tanti migranti ha cambiato il rapporto tra noi e i sassaresi. Noi siamo sempre venuti qui per lavorare e integrarci, ma ora è molto più difficile perché la gente vede tanti ragazzi di colore che chiedono soldi per strada e ha paura. Al Corso poi lo sanno tutti che c’è un grosso giro di droga, ma la gente deve sapere che i senegalesi non c’entrano. Ai ragazzi della comunità chiedo sempre di comportarsi bene - conclude - purtroppo può capitare che qualcuno commetta qualche fesseria». Anche Joseph Azuka, rappresentate della comunità nigeriana sa che al Corso la situazione è sempre più tesa. «Quello che è accaduto due sere fa - spiega Joseph - credo fosse un problema personale. Tra nigeriani e senegalesi non ci sono problemi - continua - io faccio il mediatore culturale nei centri di accoglienza e cerco di spiegare ai ragazzi che arrivano qui che l’educazione è importante per integrarsi. La violenza non porta a niente - conclude - serve solo a creare un clima ostile nei nostri confronti».

vedi su La Nuova Sardegna