Torna all’antico splendore il palazzo municipale di Nulvi - Cronaca


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NULVI. Ha quasi un secolo ma non lo dimostra. Anzi a dispetto della sua veneranda età il palazzo municipale di Nulvi continua a essere il cuore pulsante della comunità e ora, grazie a una serie di interventi di riqualificazione, sembra persino essere tornato allo splendore delle sue origini. L’edificio ha ospitato sin dalla sua costruzione gli uffici giudiziari della Pretura, con annesso il carcere mandamentale, che avevano competenze nel mandamento dell’Anglona. Dopo la sua soppressione del servizio gli uffici della Pretura hanno ospitato quelli del Giudice di Pace ma anche questi qualche anno fa furono soppressi e accorpati a quelli di Sassari.Ora, dopo un lungo lavoro portato avanti dall’amministrazione comunale e in particolare dal sindaco Antonello Cubaiu, si è riusciti a svincolare dal ministero della Giustizia i locali che ospitavano gli uffici. Dopo aver ottenuto l’ok da via Arenula si è potuto procedere a liberare i locali da arredi e suppellettili trasferendoli nella ampia sala udienze al piano terra. Arredi che poi il Tribunale di Sassari ha assegnato tramite apposito bando ad alcune associazioni di volontariato locali iscritte all’albo regionale. «Una volta liberati i locali - spiega il sindaco Cubaiu - è iniziata la faticosa ricerca delle risorse per renderli fruibili. E così sono stati eseguiti i lavori di cablaggio elettrico e delle linee dati, la sistemazione e la tinteggiatura delle pareti e l’installazione di una nuova centrale termica che ha sostituito quella esistente ormai obsoleta, fuori norma e insufficiente. Tutto tramite un investimento di 270mila euro che ricadrà sul Fondo Termico 2.0. Con lo stesso investimento sono stati sostituiti tutti gli infissi esterni, rispettando le indicazioni dell’Ufficio tutela del paesaggio, perché quelli esistenti erano vecchi, marci ed enormemente dispersivi. Infine sono stati messi in sicurezza tutti cornicioni che andavano sbriciolandosi».Poi è iniziato il trasloco di alcuni uffici e precisamente quelli dei Servizi sociali e scolastici, dell’anagrafe e del protocollo così da rendere il servizi erogati migliori e più efficienti visto che non esistono ora barriere architettoniche. Resta solo da valutare al meglio la destinazione della bella sala udienze. «Siamo convinti che il servizio al cittadino sarà migliorato - spiega Cubaiu - e che un pezzo di storia del paese torni così alla comunità. Anche se dispiace in un certo senso vedere liberi quei locali perché ci si rende conto di quali importanti servizi abbia perso in questi anni il nostro paese. Il loro utilizzo da parte della comunità comunque ci consentirà di non dimenticare il passato, anzi di valorizzarlo».

vedi su La Nuova Sardegna


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