Donne-stereotipi,linguaggio abbatte muri


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(ANSA) - CAGLIARI, 12 OTT - "La disinformazione è una emergenza sociale, il giornalismo deve riconquistare il suo ruolo culturale e pedagogico". Così Susi Ronchi, presidente di Giulia Giornaliste Sardegna, ha aperto il dibattito che si è svolto ieri presso la Facoltà di Studi Umanistici dell'Ateneo cagliaritano sul tema: "La preda e il cacciatore: stereotipi sociali, i linguaggi dei media". Un incontro che segna il battesimo ufficiale di Giulia Giornaliste Sardegna, nata a maggio e impegnata nel combattere le discriminazioni con una serie di strumenti, a partire dal linguaggio di genere, e assicurare un'informazione corretta che dia voce a tutti.    Al centro del confronto il potere che hanno le parole di incidere sulla realtà e gli effetti distorsivi e anche devastanti degli stereotipi culturali e sociali. "L'informazione ha un alto valore sociale, veicola messaggi, scuote le coscienze, è un potentissimo strumento di orientamento delle masse - ha spiegato Ronchi - il trinomio istruzione-formazione-informazione è inscindibile".    Roberta Celot, responsabile di Ansa Sardegna e vice coordinatrice Giulia Sardegna, ha parlato di "Linguaggio di genere come valore e verità", a partire dal "riconoscersi", la parola "magica" per azzerare ogni discriminazione. "Se io riconosco chi ho di fronte a me, attribuisco a questa persona un valore intrinseco, le do una dignità anche di ruolo - ha detto la giornalista - Il linguaggio è la chiave ma è necessario soppesare le parole sin dalla semplice declinazione del genere maschile e femminile, perché noi siamo le parole che usiamo". La responsabile dell'Ansa in Sardegna ha ricostruito - con esempi, da Susanna Agnelli che voleva essere chiamata "il senatore" a Nilde Iotti che accettò di esser definita "la presidente" solo quando l'Ansa declinò il suo ruolo al femminile - l'evoluzione culturale e sociale che ha visto le donne accedere progressivamente a posizioni tradizionalmente considerate "maschili", fino all'approvazione da parte dell'Accademia della Crusca delle desinenze al femminile, ancora inconsuete, testimonianza della vitalità della lingua che si adegua ai mutamenti della società, con la consapevolezza che "le parole costruiscono la nostra realtà". (ANSA).   

Fonte: Ansa


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